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Procreazione medicalmente assistita: la campagna per estendere i diritti alle donne single

L'Associazione Luca Coscioni ha avviato una raccolta firme per modificare la legge 40/2004 e permettere l'accesso alla procreazione medicalmente assistita anche a donne single e coppie di donne.

Procreazione medicalmente assistita: la campagna per estendere i diritti alle donne single

In Italia, il diritto alla procreazione medicalmente assistita è ancora un privilegio riservato solo a coppie eterosessuali. L’Associazione Luca Coscioni ha deciso di cambiare questa situazione, lanciando una campagna per raccogliere 50.000 firme in 6 mesi e presentare una proposta di legge che modifichi l’articolo 5 della legge 40/2004.

L’obiettivo è chiaro: estendere l’accesso alla Pma anche a donne single e coppie di donneoggi escluse dalla normativa vigente. Una battaglia che si inserisce in un percorso più ampio di superamento dei divieti della legge 40, già ridimensionati da sentenze della Corte costituzionale.

La discriminazione attuale e le testimonianze delle donne

Attualmente, la legge italiana limita l’accesso alle tecniche di Pma alle sole coppie eterosessuali maggiorenni, coniugate o conviventi. Questa esclusione è vista come una discriminazione che spinge molte donne a cercare soluzioni all’estero o a rinunciare al proprio desiderio di maternità.

Tra le testimonianze più significative c’è quella di Alia Guagniex calciatrice della Nazionale italiana e mamma single grazie a un percorso di Pma realizzato in Spagna. “Sono mamma grazie alla Pma, ma in Spagna”, dichiara Guagni, diventando il volto della campagna “Pma per tutte”.

Anche Filomena Gallosegretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Francesca Recoordinatrice della campagna, sottolineano l’importanza di questa iniziativa. “Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall’orientamento affettivo delle persone”, affermano.

La situazione in Europa e la mappa comparativa

L’Italia non è l’unico Paese con normative restrittive. In 13 Paesi europeitra cui AlbaniaArmeniaAzerbaigianBosnia ErzegovinaKosovoLituaniaPoloniaPrincipato di MonacoRepubblica Ceca e Slovacchial’accesso alla Pma è vietato alle donne single.

Al contrario, in 32 Paesi europei la Pma è legalmente accessibile anche alle donne single. Tra questi, alcuni permettono l’accesso anche a coppie omogenitoriali, come FranciaSpagnaRegno UnitoSveziaNorvegiaDanimarca e Paesi Bassi.

L’Associazione Luca Coscioni ha reso pubblica una mappa comparativa che evidenzia le differenze normative tra i vari Paesi europei, sottolineando come l’Italia sia tra i Paesi più restrittivi.

Le adesioni e il futuro della campagna

La campagna “Pma per tutte” ha già raccolto l’adesione di numerose associazioni, tra cui Tech4FemFamiglie ArcobalenoZägaraStiamo FrescheAgedoSheTechL’Altra Cicogna OnlusEqualyFeconda SceltaCircolo di cultura Omosessuale Mario MieliConsulta di BioeticaMamma in Pmale ContemporaneeUaarCerti DirittiArcigayDonnexstrada e Eumans.

Le firme possono essere raccolte online e presso i tavoli allestiti in tutta Italia nelle prossime settimane. L’obiettivo è trasformare questa indicazione in una riforma concreta, affinché anche in Italia sia garantito un accesso equo alla procreazione medicalmente assistita, senza discriminazioni.

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