Trent’anni dopo la violenta alluvione che il 19 giugno 1996 colpì l’Alta Versilia e la Garfagnana, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa ha organizzato una giornata di studio per riaprire la riflessione sull’evento e sulle pratiche di gestione del territorio. L’incontro, intitolato “Sfide presenti e future nella gestione del territorio a trent’anni dall’alluvione di Versilia e Garfagnana”, è in programma il 18 giugno dalle 9.00 alle 17.30 nell’Aula C del Dipartimento in via Santa Maria 53, Pisa.
La proposta si rivolge a un pubblico ampio: oltre ai tecnici e ai ricercatori, sono attesi amministratori locali, professionisti del settore e cittadini interessati a comprendere come sono cambiati gli strumenti di prevenzione e risposta rispetto al 1996. L’evento mette a confronto memoria storica e nuove capacità operative, con particolare attenzione alle implicazioni del cambiamento climatico sulle dinamiche dei fenomeni estremi.
Saluti istituzionali e apertura dei lavori a Pisa
I saluti iniziali saranno portati da figure accademiche e istituzionali che partecipano all’organizzazione della giornata: Giovanni Zanchettadirettore del Dipartimento di Scienze della Terra; Riccardo Zucchirettore dell’Università di Pisa; Marcello Brugionipresidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana; e Massimiliano Ghimenticonsigliere della Regione Toscana. Questi interventi contestualizzeranno il programma e il valore civile della ricostruzione della memoria dell’evento del 1996.
Mattina: ricostruire l’evento del 19 giugno 1996
La sessione mattutina, intitolata “L’evento del 19 giugno”, è dedicata alla ricostruzione multidisciplinare dell’alluvione. Bernardo Gozzini del LAMMA analizzerà le caratteristiche meteorologiche che hanno determinato l’evento e inquadrerà l’episodio nel quadro degli estremi verificatisi in Toscana negli ultimi trent’anni. A seguire, Roberto Giannecchini del Dipartimento di Scienze della Terra offrirà un’analisi degli effetti geomorfologici sui versanti e sugli alvei, evidenziando le dinamiche di erosione e deposito che hanno aggravato i danni.
La prospettiva della ricostruzione e dell’esperienza locale
La dimensione istituzionale e amministrativa dell’emergenza sarà raccontata da Paolo Fontanellicommissario delegato alla ricostruzione all’epoca dell’alluvione, che ripercorrerà il passaggio dall’emergenza alla ricostruzione e le scelte operative adottate. Una testimonianza diretta del territorio arriverà da Lorenzo Alessandrinisindaco del Comune di Seravezza oggi e all’epoca dell’alluvione, che proporrà una riflessione sulla gestione locale dell’emergenza e sulla memoria collettiva dei luoghi interessati.
Pomeriggio: strumenti attuali per la gestione del rischio idrogeologico
La sessione pomeridiana, “Presente e futuro nella gestione del rischio idrogeologico degli eventi estremi”, mira a presentare pratiche, tecnologie e procedure oggi operative. Interventi tecnici illustreranno come si è evoluto il quadro normativo e operativo per la mitigazione del rischio dopo eventi di grande portata come quello del 1996.
Aggiornamento degli strumenti e monitoraggio
Lorenzo Sulli dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale tratterà il processo di aggiornamento del PAI dissesti in fase post-evento, spiegando le logiche di intervento sui bacini e le priorità nell’adeguamento delle mappe di pericolosità. Fernando Manzella e Giancarmine Trotta del Servizio Idrologico Regionale della Regione Toscana illustreranno il sistema regionale di allertamento e la rete di monitoraggio meteo-idrologica, elementi chiave per la prevenzione e la risposta tempestiva in caso di crisi.
Cambiamenti climatici e tecnologie innovative
Il tema delle nuove sfide poste dal cambiamento climatico nella gestione delle alluvioni sarà affrontato da Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra, che discuterà implicazioni e scenari. In chiusura delle presentazioni tecniche, Marco Luppichini presenterà applicazioni dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di supporto decisionale per la gestione dell’allerta alluvionale, mostrando come strumenti digitali possano integrarsi con reti di monitoraggio e piani operativi.
La giornata terminerà con una discussione aperta ai partecipanti, offrendo spazio a domande, osservazioni e scambi tra pubblico e relatori. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa insieme al Centro Interdipartimentale per lo Studio degli Effetti del Cambiamento Climatico (Cirsec) e all’Ordine dei Geologi della Toscana. Per informazioni e prenotazioni è prevista la possibilità di contatto tramite l’indirizzo e-mail del Dipartimento.



