La tensione nelle scuole tecniche della provincia fiorentina si è tradotta in un fermo massiccio degli scrutini nelle giornate indicate: al centro della mobilitazione c’è l’istituto Chino Chini di Borgo San Lorenzo dove, come segnalato, sono stati rinviati 19 scrutini su 20. La protesta, avviata il 11 giugno 2026 è stata poi estesa con ulteriori date di mobilitazione e ha coinvolto anche altri istituti della rete metropolitana.
Dati e impatto nelle scuole coinvolte
Oltre al caso mugellano, la mobilitazione ha prodotto numeri significativi in altri istituti: al Calamandrei di Sesto Fiorentino sono stati rinviati 3 scrutini su 6 al Marco Polo nei primi due giorni di sciopero, il dato segnalato è di 23 scrutini su 24 corrispondenti al 96% del totale; mentre al Sassetti-Peruzzi l’adesione ha determinato il rinvio del 75% degli scrutini previsti. Queste cifre fotografano un fenomeno diffuso e concentrato in istituti tecnici, con impatti concreti sull’organizzazione delle valutazioni finali.
Tempistica e calendario della mobilitazione
La protesta ha preso avvio il 11 giugno 2026 in alcune scuole e, secondo quanto dichiarato dai sindacati coinvolti, proseguirà con ulteriori giornate di mobilitazione. È stato indicato che la mobilitazione riguarderà anche le giornate successive, con uno sciopero indetto da FLC CGIL Firenze che interessa un arco temporale più ampio e mira a far sentire la voce del personale docente prima dell’entrata in vigore delle novità previste per il prossimo settembre.
Dichiarazioni dei protagonisti e ragioni della protesta
Tra i docenti in prima linea al Chino Chini ci sono figure come Francesco Liedl insieme ai rappresentanti sindacali Francesca Bartoletti e Vittorio Pontieri di FLC CGIL. I promotori sottolineano che rappresentano un nutrito gruppo di colleghi e colleghe e che la mobilitazione nasce dalla contrarietà verso una riforma che, a loro avviso, modifica in profondità l’assetto degli istituti tecnici. La critica principale riguarda il fatto che i cambiamenti rafforzeranno il collegamento con il sistema produttivo e introdurranno nuovi modelli organizzativi e didattici senza un adeguato confronto con il personale della scuola.
Argomentazioni sul merito della riforma
I rappresentanti della protesta sostengono che la riforma impoverirà l’offerta formativa degli istituti tecnici: secondo quanto espresso, gli studenti rischiano di avere meno ore di scuola e meno formazione con possibili ricadute occupazionali per il personale docente. Come sintetizzato nelle loro parole, “un ministro che cambia l’assetto scolastico a iscrizioni effettuate non ha rispetto per le famiglie” richiamando il fatto che le iscrizioni erano già state concluse quando sono state annunciate modifiche sostanziali agli indirizzi di studio.
La mobilitazione è stata formalizzata anche attraverso lo sciopero degli scrutini proclamato da FLC CGIL Firenze negli istituti tecnici della città metropolitana: l’obiettivo dichiarato è ottenere un confronto approfondito e, sulla base di quanto affermato dai promotori, il rinvio temporaneo dell’entrata in vigore delle misure previste per il prossimo settembre.
Posizione della dirigenza e reazioni interne
Il dirigente dell’istituto Chino ChiniGian Lodovico Miari ha ricordato che “gli scrutini sono calendarizzati e vengono avviati” spiegando che la normativa prevede la sospensione delle operazioni qualora non sia presente il Consiglio di classe al completo. In altri termini, l’assenza del numero necessario di docenti comporta la sospensione dello scrutinio, con consequenze sull’organizzazione delle attività interne e sulle famiglie degli studenti coinvolti.
Voci contrarie alla protesta
All’interno della comunità scolastica mugellana sono emerse posizioni critiche nei confronti dello sciopero: un gruppo di insegnanti ha scelto di dissociarsi pubblicamente dall’azione, evidenziando i disagi per le famiglie e per il corpo docente legati ai rinvii delle valutazioni. Questo elemento mette in luce come la mobilitazione non sia unanime all’interno degli istituti interessati, ma comunque abbia raccolto adesioni significative in diversi plessi.
La mobilitazione degli insegnanti nel territorio fiorentino resta Nei prossimi giorni è attesa la prosecuzione delle attività di protesta nelle scuole dove sono in programma ulteriori scrutini.



