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Sette sezioni sequestrate a Sollicciano dopo indagini della Procura di Firenze

La Procura di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni del carcere di Sollicciano, con trasferimento dei detenuti, a seguito di esposti che denunciavano violazioni del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro.

Sette sezioni sequestrate a Sollicciano dopo indagini della Procura di Firenze

Il 16 giugno 2026 la situazione nel carcere di Solliccianoa Firenzeha subito un deciso cambio di rotta: il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni della struttura penitenziaria. Il provvedimento arriva dopo una serie di esposti presentati dai detenuti che hanno ipotizzato la violazione del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro e sollevato dubbi sulle condizioni igienico-sanitarie di alcune aree.

L’ordine di sequestro ha riguardato specifiche aree interne al carcere: sono state interessate le sezioni 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile, le sezioni 9, 10 e 12 del reparto penale e la sezione denominata “Accoglienza”. Contestualmente il giudice ha disposto il trasferimento di tutti i detenuti presenti in quelle sezioni verso altre sedi carcerarie.

Sequestro di sette sezioni e conseguenze immediate

Il provvedimento di sequestro ha effetti concreti e immediati sull’organizzazione del carcere: il trasferimento dei reclusi è stato ordinato per ragioni di sicurezza e per consentire verifiche tecniche senza la presenza continuativa di persone nelle aree interessate. L’intervento giudiziario ha riguardato un totale di sette sezioniidentificate numericamente come 127910 e 12oltre alla sezione Accoglienza. Questi spostamenti intendono prevenire ulteriori rischi e permettere agli enti competenti di valutare le condizioni strutturali e igieniche degli ambienti.

La misura cautelare è stata adottata dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Firenzeche ha ritenuto necessario un intervento rapido alla luce delle segnalazioni ricorrenti giunte dagli internati. Il trasferimento generalizzato dei detenuti dalle sezioni interessate è una delle conseguenze più visibili e simboliche del provvedimento, poiché evidenzia la gravità delle anomalie segnalate.

Le indagini e i rilievi degli enti coinvolti

L’accertamento sul campo è stato eseguito da più forze e uffici specializzati: hanno partecipato alla verifica la Squadra mobile della Questura di Firenzeil Dipartimento prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl e la Guardia di Finanzanel suo nucleo di polizia economico-finanziaria. Le attività investigative hanno previsto sopralluoghi, audizioni di testimoni e raccolta di documentazione fotografica per documentare lo stato dei vari spazi del carcere.

Durante le ispezioni gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sulle condizioni igienico-sanitarie delle celle e delle aree comuni: molte delle denunce sollevate negli anni dai detenuti riguardavano proprio la pulizia, la salubrità e gli standard di sicurezza. L’intervento del Dipartimento prevenzione della Asl è stato volto a valutare i rischi per la salute e a verificare eventuali inadempienze rispetto alle normative vigenti.

Atti d’indagine e raccolta di prove

Le operazioni hanno incluso l’acquisizione di foto e documenti che ritraggono lo stato degli ambienti nelle sezioni interessate, oltre alle dichiarazioni raccolte da numerosi testimoni. Nei verbali sono stati annotati gli elementi ritenuti rilevanti per accertare se vi siano state violazioni del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro e per stabilire eventuali profili di responsabilità amministrativa o penale.

La presenza della Guardia di Finanza ha aggiunto un’ulteriore dimensione tecnica alle verifiche, con approfondimenti di natura economico-finanziaria laddove necessario per chiarire eventuali responsabilità nella gestione della struttura o negli appalti dei servizi di manutenzione e pulizia.

Origine delle segnalazioni e ruolo degli esposti

Il filone investigativo prende le mosse dai numerosi esposti che nel corso degli anni sono stati presentati dai detenuti ai magistrati di sorveglianza: tali segnalazioni hanno messo in luce problematiche legate sia agli spazi detentivi sia ad alcune aree comuni. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le lamentele hanno avuto un ruolo decisivo nell’avviare controlli più approfonditi, sino al provvedimento di sequestro disposto il 16 giugno 2026.

L’azione giudiziaria rappresenta, in questo contesto, la risposta istituzionale a segnalazioni ripetute che non erano state ritenute risolte con interventi ordinari: ora le verifiche tecniche e le misure cautelari servono a fare piena chiarezza sulle condizioni della struttura e sulla conformità alle normative di sicurezza e salute sul lavoro.

Il sequestro di queste sezioni a Sollicciano costituisce un passaggio rilevante nella storia recente del carcere di Firenzee sarà oggetto di ulteriori accertamenti da parte degli enti coinvolti per definire le responsabilità e le eventuali misure correttive da assumere.

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