10 Settembre 2026 ☁ 21°

Incendio doloso al Leccio secolare di Belmonte: la rabbia della comunità

Il Leccio di Belmonte, un albero di oltre 600 anni, è stato vittima di un incendio doloso. La comunità è in lutto e il sindaco Francesco Pignotti promette giustizia.

Incendio doloso al Leccio secolare di Belmonte: la rabbia della comunità

Il Leccio di Belmonte è stato incendiato nella notte tra il 22 e il 23 giugno 2026 nell’area della Fattoria di Belmonte a Bagno a Ripoli (Firenze); altre ricostruzioni collocano l’episodio tra il 23 e il 24 giugno. Il monumento naturale è un albero secolare inserito tra gli alberi monumentali regionali e nazionali. Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026.

L’evento è rilevante perché ha colpito un simbolo identitario con oltre sei secoli di vita, oggetto di un percorso verso l’acquisizione pubblica e di lavori di valorizzazione per garantirne la fruizione. Il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti ha parlato di atto doloso e della volontà dell’amministrazione di formalizzare una denuncia insieme al vicesindaco Francesco Conti e alla Misericordia di Firenze.

L’incendio e i primi riscontri tecnici

Le fiamme hanno interessato il punto più vulnerabile dell’esemplare, trasformando la vasta cavità del tronco in una sorta di fornace, con carbonizzazione interna profonda. Le immagini hanno documentato il collasso al suolo di una delle branche principali e un danneggiamento strutturale esteso. Secondo le prime ricostruzioni, qualcuno avrebbe acceso un braciere all’interno del tronco, innescando l’incendio doloso che ha messo a rischio la stabilità dell’albero.

Alcuni giovani, accortisi del rogo nelle ore notturne, hanno chiamato i Vigili del Fuoco che sono intervenuti per spegnere i focolai e mettere in sicurezza l’area tra Grassina e Antella. Le verifiche tecniche proseguono per valutare la tenuta della porzione ancora vitale dell’esemplare e le condizioni di sicurezza del sito, con l’obiettivo di capire se sia possibile un intervento conservativo a breve termine.

Denuncia, indagini e reazioni della comunità

L’amministrazione comunale ha annunciato la presentazione di una denuncia alle forze dell’ordine, coinvolgendo formalmente anche la Misericordia di Firenze. Pignotti ha definito l’accaduto “uno sfregio spudorato” e ha affermato: “Troppa è la rabbia per un fatto che mi lascia senza parole”. Ha aggiunto: “Un albero secolare non brucia da solo, di notte, lontano da tutto”, confermando l’ipotesi del gesto deliberato. In un altro passaggio ha dichiarato: “Qualcuno ha bruciato il Leccio di Belmonte”.

Sui canali social locali sono comparsi messaggi di sdegno e solidarietà. Il gruppo Salviamo il Leccio di Belmonte ha scritto: “E’ accaduto l’impossibile e l’impensabile”, mentre dal profilo degli Amici del leccio è arrivato il messaggio: “Non sappiamo se riusciranno a salvarti” e l’impegno collettivo: “Non ti lasceremo solo!”. Il Comune ha ribadito: “chi è responsabile dovrà pagare per questo oltraggio a 600 anni di storia, alla natura e alla comunità”.

Un progetto pubblico interrotto dai danni

Il Leccio di Belmonte con oltre 600 anni, una circonferenza superiore a sette metri e una chioma estesa per quasi trenta, era al centro di un progetto di valorizzazione avviato dal Comune insieme ad associazioni e realtà locali. Negli ultimi anni erano riprese le visite scolastiche e le attività divulgative, anche con il coinvolgimento di Andrea Rontini e dell’associazione Amici del Leccio per rafforzarne tutela e fruizione. L’area, di proprietà della Misericordia di Firenze, era oggetto di un percorso per renderla stabilmente accessibile.

“Mentre stavamo lavorando per rendere pubblico il lembo di terra su cui affonda le radici” ha ricordato Pignotti, riferendosi all’iter di acquisizione pubblica e di apertura al pubblico dell’area. “Oggi tocca assistere a questo scempio”, ha aggiunto, sottolineando l’impatto del rogo sul cronoprogramma dei lavori. La scoperta del danno durante le operazioni di valorizzazione ha evidenziato l’ampiezza delle lesioni interne e la necessità di valutare misure di messa in sicurezza ulteriori.

Le indagini puntano ad accertare responsabilità e dinamica, mentre i tecnici verificano la possibilità di conservare le parti ancora vitali dell’esemplare e di ripristinare un livello minimo di fruibilità in condizioni di sicurezza. In attesa degli esiti, l’area resta sotto monitoraggio, con controlli periodici sulle branche residue e sul rischio di cedimenti locali. L’amministrazione ha confermato l’impegno a proseguire il progetto pubblico appena le condizioni lo permetteranno.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Firenze adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 50 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 10 Settembre