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Proteste a Seano: arresti e feriti durante gli scontri

A Seano, in provincia di Prato, la tensione è alle stelle. Operai e imprenditori cinesi si scontrano davanti ai cancelli della Acca Srl.

Proteste a Seano: arresti e feriti durante gli scontri

La situazione a Seano, in provincia di Prato, è esplosa in una spirale di tensione e violenza. Operai e sindacalisti del Sudd Cobas hanno organizzato un presidio permanente davanti ai cancelli della Acca Srl un’azienda del distretto della logistica. La protesta è scaturita dalla paura di perdere cento posti di lavoro a causa di una presunta delocalizzazione.

La situazione è degenerata quando un gruppo di imprenditori cinesi circa 250 ha cercato di accedere ai magazzini per prelevare le proprie merci. Gli operai, circa 80 hanno bloccato l’accesso, dando vita a violenti scontri. Le forze dell’ordine sono intervenute per sedare la situazione, ma non sono riuscite a evitare che la tensione sfociasse in aggressioni.

Tre arresti e cinque agenti feriti

Nel corso degli scontri, tre cittadini cinesi sono stati arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Cinque agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti, con lesioni giudicate guaribili tra i 5 e i 21 giorni. La Procura di Prato coordinata dal procuratore capo Luca Tescaroli ha assunto la direzione delle indagini.

Durante il processo per direttissima di oggi, il giudice non ha applicato misure cautelari per due dei tre cinesi, confermando i gravi indizi di colpevolezza. Per il terzo, invece, non ha confermato il quadro indiziario perché l’uomo è stato accecato con lo spray al peperoncino e avrebbe dato colpi alla rinfusa senza accorgersi di colpire le forze dell’ordine.

La situazione sul campo

La tensione è rimasta alta anche dopo gli arresti. Le forze dell’ordine, inviate anche dall’ufficio di ordine pubblico del Dipartimento di pubblica sicurezza di Roma sono rimaste sul posto per evitare ulteriori episodi di violenza. La situazione è descritta come preoccupante dalla Procura di Prato, che parla di una fibrillazione persistente.

Il sindaco di CarmignanoEdoardo Prestanti è intervenuto ieri, 23 giugno per cercare di calmare gli animi. Tuttavia, la protesta continua, con i lavoratori che denunciano il rischio di un azzeramento occupazionale dopo una precedente fase di regolarizzazione.

Le accuse reciproche

Le parti in causa si accusano a vicenda. I lavoratori denunciano che gli imprenditori cinesi hanno cercato di forzare il blocco organizzato per impedire le operazioni di carico e scarico merci. In particolare, un operaio di origine pakistana, 45 anni è rimasto ferito ai piedi dopo essere stato investito accidentalmente da un mezzo pesante durante le fasi concitate del blocco.

Dall’altra parte, gli avvocati dei committenti respingono ogni collegamento con le dinamiche aziendali interne, sostenendo di voler soltanto recuperare la merce di propria proprietà e affidarla ad altri vettori per la spedizione. La SG Trasporti assistita dagli avvocati Tiziano Veltri e Filippo Bacherini ha ottenuto dal tribunale di Prato la fissazione di un’udienza per il 16 luglio nella quale sarà valutata la richiesta di sblocco delle operazioni di carico.

La situazione resta estremamente tesa, con presidi attivi da giorni anche in altre sedi del territorio e una mobilitazione che continua a produrre effetti a catena nel distretto. Le forze dell’ordine restano presenti in modo continuativo per monitorare la situazione ed evitare nuovi episodi di violenza.

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