Dopo un anno di lavori di riqualificazione, la Casa della Comunità di Impruneta, situata in via Papa Giovanni XXIII, ha riaperto le sue porte ai cittadini. I servizi sanitari, temporaneamente trasferiti in via della Fonte, sono tornati nella sede originaria, offrendo una gamma ampliata di prestazioni.
Questa riapertura rappresenta un passo significativo per la comunità locale, che ora può usufruire di una struttura moderna e più funzionale. Il trasferimento dei servizi è stato pianificato con cura per garantire continuità assistenziale durante il periodo di transizione.
Servizi disponibili e orari aggiornati
Il punto prelievi sarà operativo nella nuova sede già da venerdì 26 giugno. Oltre ai prelievi, la Casa della Comunità ospiterà il servizio infermieristico territoriale e gli ambulatori specializzati in neurologia, psichiatria, fisiatria e pneumologia. Anche i servizi amministrativi del Cup sono stati trasferiti nella nuova struttura.
Un cambiamento importante riguarda il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica), che dal sabato sarà disponibile in via Papa Giovanni XXIII dalle 8 alle 20. Nelle ore notturne del sabato e negli altri giorni della settimana, il servizio resterà attivo nella sede di piazza Accursio da Bagnolo.
Nuovi servizi per la comunità
La Casa della Comunità di Impruneta non offrirà solo servizi sanitari, ma anche supporto sociale. Saranno presenti il Servizio Sociale e il PIR (Punto d’Intervento Rapido) un ambulatorio di assistenza primaria attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20.
Questi nuovi servizi mirano a fornire un supporto più completo e accessibile ai cittadini, riducendo la necessità di recarsi in strutture ospedaliere per problematiche che possono essere gestite a livello territoriale. La presenza di medici di famiglia e specialisti nella stessa struttura faciliterà l’accesso alle cure e migliorerà la qualità dei servizi offerti.
L’accordo per i medici di famiglia
In un contesto più ampio, è stato raggiunto un accordo tra i sindacati di categoria e la Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati) per portare i medici di famiglia nelle Case di comunità. Questo accordo prevede un compenso orario uniforme di 38,72 euro netti l’ora, pari a 40 euro lordi, per garantire condizioni omogenee in tutta Italia.
L’impegno orario previsto per i medici è di fino a 6 ore a settimana per 48 settimane l’anno, con un orario di servizio compreso tra le 8 e le 20. Ogni struttura potrà definire il proprio fabbisogno di personale, con la presenza di almeno un medico di famiglia per ciascuna Casa di comunità.
L’obiettivo di questa iniziativa è decentralizzare l’assistenza sanitaria, alleggerendo la pressione sui pronto soccorso e offrendo un punto di riferimento intermedio tra lo studio del medico di famiglia e l’ospedale. Questo modello potrebbe tradursi in tempi di attesa più brevi e in un’assistenza più vicina ai cittadini.



