Il 23 maggio 2026 a Firenze si è verificato un episodio che ha nuovamente acceso i riflettori sulla sicurezza del personale del trasporto pubblico: un autista in servizio sulla linea 12 è stato aggredito alla rotonda Barbetti dopo aver suonato il clacson per una vettura fermatasi sul capolinea. Secondo le ricostruzioni diffuse dalle organizzazioni sindacali, l’uomo alla guida dell’auto è sceso, ha approfittato del finestrino aperto e ha colpito il conducente dell’autobus, che è poi stato accompagnato in Pronto soccorso. L’episodio ha provocato l’arresto del mezzo e la cancellazione di alcune corse, con disagi per passeggeri e turisti.
Le sigle coinvolte nella denuncia pubblica sono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Fna, che hanno evidenziato come casi analoghi non siano isolati, ma facciano parte di un trend preoccupante. I sindacati sottolineano che la lista dei colleghi mandati al Pronto soccorso cresce progressivamente e chiedono misure concrete: in particolare rivendicano la convocazione del tavolo di monitoraggio previsto dal protocollo sulla sicurezza, già richiesto formalmente il 12 marzo e ancora privo di una risposta istituzionale.
I fatti
La dinamica dell’aggressione, così come descritta dalle rappresentanze sindacali e dalle prime testimonianze, è legata a un episodio di viabilità al capolinea. L’autobus, effettuando il capolinea alla rotonda Barbetti, si è trovato con un’auto in sosta che ostacolava le manovre. Il conducente del bus ha suonato il clacson per segnalare la presenza, gesto che ha scatenato la reazione del proprietario dell’auto: sceso dal mezzo, avrebbe colpito il autista attraverso il finestrino aperto, dando inizio a una colluttazione. Il personale sanitario è intervenuto e il conducente è stato trasportato in ospedale per accertamenti; nel frattempo il servizio della linea ha subito interruzioni e corse non effettuate, con ripercussioni sull’utenza.
Dinamica dell’aggressione
Dal racconto emerge che l’episodio non è avvenuto in un luogo isolato ma in un punto dove il capolinea è spesso trovato occupato da veicoli in sosta, creando frizioni tra conducenti e altri automobilisti. La sequenza — colpo di clacson, intervento dell’automobilista, colluttazione — testimonia come situazioni apparentemente minori possano degenerare rapidamente quando mancano regole chiare e controlli. Le autorità competenti sono state informate e la vicenda sarà oggetto di approfondimenti, mentre i sindacati chiedono che il tema della protezione dei lavoratori venga trattato con urgenza nel tavolo previsto dal protocollo sulla sicurezza.
La reazione dei sindacati
Le organizzazioni sindacali hanno reagito compatte, denunciando l’accaduto e rilanciando richieste già avanzate da tempo. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Fna rimarcano che la sicurezza dei conducenti è un problema strutturale e ricordano la necessità di attivare il tavolo di monitoraggio previsto dal protocollo firmato tra parti sociali e istituzioni. La Prefettura di Firenze, si legge nelle note sindacali, ha sollecitato le parti a procedere nel rispetto degli impegni il giorno indicato come martedì 19 maggio, ma dalla richiesta di convocazione avanzata il 12 marzo non sarebbe ancora arrivata una convocazione formale.
Richieste e avvertimenti
Oltre a chiedere la convocazione immediata del tavolo, i sindacati hanno segnalato possibili iniziative qualora non dovessero ricevere risposte concrete: dalle azioni di protesta pubblica a misure più incisive per attirare l’attenzione delle istituzioni. L’avvertimento è chiaro: senza l’attuazione delle misure previste dal protocollo sulla sicurezza — che include analisi su luoghi, orari e linee a rischio e interventi di prevenzione mirati — le condizioni di lavoro rimarranno esposte a situazioni di potenziale pericolo per i lavoratori e per i passeggeri trasportati.
Conseguenze per il servizio e prospettive
Sul piano operativo l’aggressione ha subito ripercussioni immediate: corse annullate, autobus fermi e disagi per chi si appoggiava al servizio, con un impatto particolarmente visibile per l’utenza turistica nelle aree centrali della città. I rappresentanti dei lavoratori sottolineano che, se non si interviene con misure organizzative e di presidio, episodi simili potrebbero diventare più frequenti, alimentando un clima di insicurezza. In questo contesto il confronto tra Comune, aziende e sindacati diventa fondamentale: il 23 maggio 2026 resta dunque una data simbolica che rilancia la richiesta di garanzie per chi lavora alla guida dei mezzi pubblici.



