Nel primo pomeriggio del 7 Luglio 2026 il fronte di fuoco a Cerreto (Prato) ha mostrato una nuova ripresa, coinvolgendo porzioni di vegetazione che la settimana precedente erano state risparmiate. L’incendio, che aveva già consumato tre ettari di bosco, è tornato attivo nella parte bassa del versante, avvicinandosi ad aree abitate e riaccendendo l’impegno degli uomini e dei mezzi impegnati nella zona.
Alle operazioni partecipano volontari e corpi istituzionali: la Vab di Prato la Vab di Montemurlo il Csn e i Vigili del Fuoco coordinati dal direttore delle operazioni dell’Antincendio Boschivo della Regione Toscana. Inoltre, è stato attivato il supporto aereo con elicotteri regionali decollati per intervenire sulle fiamme.
Interventi a terra: composizione e attività delle squadre
Sul perimetro interessato sono entrate in azione dodici squadre di volontari antincendio e personale specializzato. La mobilitazione a terra è stata consistente: “Sul luogo sono presenti nostre squadre.” Il lavoro principale delle unità a terra ha riguardato il contenimento del fronte, il presidio delle aree residenziali attigue e la successiva bonifica per evitare riaccensioni.
Tipologia di vegetazione e difficoltà operative
Il rogo interessa prevalentemente una pineta e zone con sottobosco ricco di erica e altri arbusti: “Purtroppo si tratta di un incendio di conifere” con un sottobosco che favorisce la propagazione. La natura della vegetazione, unita al vento, ha reso necessari interventi continui di spegnimento e controllo. Le squadre hanno proseguito le operazioni di spegnimento e presidio “con un’incessante bonifica.“
Supporto aereo e coordinamento regionale
Per contrastare la rapida avanzata delle fiamme la sala operativa provinciale ha richiesto mezzi aerei: sono stati impiegati due elicotteri della flotta regionale e in seguito è arrivato anche un altro velivolo che ha contribuito alle operazioni. In particolare, “E’ in arrivo anche un elicottero regionale, decollato da Pisa.” L’azione combinata di supporto aereo e intervento a terra ha permesso di contenere i fronti più pericolosi e di limitare le nuove propagazioni verso aree non ancora coinvolte.
Azioni di contenimento e perimetrazione
Le squadre hanno concentrato gli sforzi sulle porzioni attive, cercando di circoscrivere il fuoco e di proteggere gli edifici vicini. Parte del fronte si è propagato verso zone già bruciate, consumando interni al perimetro che venerdì erano rimasti integri, mentre un’altra porzione si è diretta verso terreni ancora verdi: la strategia è stata quindi duplice, avanzare sulle fiamme nuove e consolidare i punti deboli del perimetro precedente.
Segnalazione precoce e interventi in comuni vicini
La rilevazione tempestiva del focolaio, in una fase in cui le fiamme erano ancora deboli, ha facilitato l’attivazione dei soccorsi. Sullo stesso fronte operativo, nella giornata è stato segnalato un altro incendio a Bagnolo, Montemurlo in Via Selvavecchia dove la Vab locale e i Vigili del Fuoco hanno operato per spegnere un rogo partito da una baracca; anche in quel caso sono intervenuti mezzi di terra per mettere in sicurezza l’area.
La situazione meteorologica, con vento secco e bassa umidità, ha complicato notevolmente gli interventi: la presenza di raffiche ha favorito l’innalzamento delle fiamme verso le chiome e reso più difficili le manovre dei mezzi aerei e dei volontari a terra.
Al termine delle operazioni di spegnimento più critiche è iniziata la fase di ricognizione e bonifica per evitare riprese: la creazione di fasce prive di vegetazione nelle aree perimetrali e il monitoraggio continuo da parte dei mezzi impegnati sono stati ritenuti passaggi essenziali per stabilizzare il fronte. La stima dell’area interessata dall’incendio è di poco più di tre ettari un valore provvisorio che riassume l’impatto complessivo del rogo.
Le attività proseguiranno fino a quando le condizioni non garantiranno la sicurezza completa del territorio interessato: sul posto continuano a operare volontari e corpi dello Stato, coordinati per mantenere la situazione sotto controllo e limitare ogni rischio per le popolazioni locali.



