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Morte di Franco Bernabei: il contributo di mister Sangiovese al Chianti Classico

Il sindaco Paolo Sottani ha pronunciato un commosso saluto a Franco Bernabei, scomparso a 73 anni; i funerali si sono tenuti il 6 luglio nella chiesa di Santa Croce a Greve in Chianti e la sua figura resta legata al Sangiovese e al territorio.

Morte di Franco Bernabei: il contributo di mister Sangiovese al Chianti Classico

La comunità di Greve in Chianti ha dato l’ultimo saluto a Franco Bernabei scomparso all’età di 73 anni. I funerali si sono svolti il 6 luglio nella chiesa di Santa Croce a Greve in Chianti, luogo scelto per il commiato da amici, colleghi e appassionati che hanno voluto partecipare alla cerimonia. Il sindaco Paolo Sottani ha pronunciato un ricordo pubblico, sottolineando il rapporto personale e professionale che legava Bernabei alla comunità.

Veneto di nascita ma profondamente legato al territorio toscano, Bernabei era considerato un grevigiano di adozione dopo il trasferimento a Greve in Chianti nel 1972. Nella sua esperienza si intrecciano l’impegno familiare, con la moglie Daniela e i figli Marco e Matteo e la formazione di una generazione di professionisti del vino che ha beneficiato della sua competenza e della sua visione.

Un percorso iniziato nel 1972 e radicato nella comunità

L’arrivo a Greve in Chianti nel 1972 segnò l’inizio di un percorso che avrebbe trasformato sia la sua vita privata sia il volto del territorio. Da quel momento, Bernabei costruì una famiglia con Daniela e creò legami professionali che si sono sviluppati per oltre cinquant’anni. Adottato dalla comunità è stato più volte ricordato come riferimento locale, capace di coniugare rispetto del paesaggio e rigore tecnico.

Il ruolo nelle aziende e il rapporto con i produttori

Nel corso degli anni Bernabei ha affiancato numerose aziende del Chianti Classico e oltre, portando avanti un approccio fondato sulla valorizzazione del vitigno e del territorio. La sua figura è stata citata anche dal presidente del Consorzio del Chianti ClassicoGiovanni Manetti come esempio di relazione duratura tra enologo e produttore. I frutti di questo impegno sono visibili nell’affermazione internazionale di molti vini locali.

La visione sul Sangiovese e il soprannome “Mister Sangiovese”

Tra gli aspetti più riconosciuti dell’attività di Bernabei c’è la sua convinzione nel potenziale del Sangiovese. Talmente radicata era questa convinzione che gli venne attribuito il soprannome “Mister Sangiovese”. Negli anni in cui operava, proporre vini dominati dal Sangiovese nel Chianti era considerato da alcuni una scelta controcorrente; per Bernabei fu invece una strategia fondata su conoscenza ampelografica e rigore enologico. La difesa dell’identità del vitigno lo rese punto di riferimento per chi voleva interpretare la viticoltura locale senza omologare i profili aromatici e organolettici.

Non si trattava solo di preferenze tecniche: la sua idea rappresentava una posizione culturale sul rapporto tra vino e territorio. Per questo motivo la sua opera è stata più volte citata come elemento chiave nella trasformazione della percezione del Chianti Classico a livello nazionale e internazionale.

Il ricordo pubblico del sindaco e l’eredità familiare

Nel suo discorso il sindaco Paolo Sottani ha evidenziato come la presenza di tante persone ai funerali sia la testimonianza dell’impatto lasciato da Bernabei sulla comunità. Tra le frasi rivolte alla famiglia, Sottani ha espresso le condoglianze a Daniela a Marco e a Matteo ricordando il contributo dell’enologo al dialogo tra amministrazione e mondo del vino. L’eredità lasciata non è solo materiale o tecnica, ma consiste anche in un metodo di lavoro e in una reputazione che i figli continuano a portare avanti.

Nel ricordo pubblico si è sottolineato come la sua esperienza abbia formato una generazione di imprenditori e tecnici, rafforzando il legame tra qualità del prodotto e tutela del paesaggio. L’idea che il lavoro enologico possa raccontare la terra è stata uno dei capisaldi del suo agire professionale.

Il legame con Abano Terme e la scelta di restare a Greve

Anche se non ha mai dimenticato la sua città natale, Abano Terme Bernabei scelse di stabilirsi a Greve e di considerarla casa. La moglie Daniela ricordò che inizialmente non prevedeva di trasferirsi, ma la scelta si trasformò in radicamento. Questo radicamento è stato più volte evocato come elemento che ha permesso a Bernabei di lavorare in profondità sul rapporto tra vitigno e territorio.

La scomparsa di Franco Bernabei lascia un vuoto nella comunità di Greve in Chianti e nel mondo vitivinicolo che lo aveva accolto. Tuttavia, il suo lavoro e la sua visione continuano a vivificare pratiche, etichette e scelte aziendali, mentre i figli portano avanti l’attività professionale iniziata insieme a lui.

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