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Rimpatriata a Firenze: ex periti edili rivisitano l’istituto dopo mezzo secolo

Sei ex studenti diplomati periti edili nel 1976 sono tornati il 7 luglio 2026 nell'aula della maturità dell'Iti Leonardo da Vinci a Firenze: una rimpatriata che mette al centro l'importanza della formazione tecnica e ricorda anche l'anno delle tracce trafugate.

Rimpatriata a Firenze: ex periti edili rivisitano l’istituto dopo mezzo secolo

Il 7 luglio 2026 sei ex studenti della classe quinta B dell’allora Istituto tecnico industriale Leonardo da Vinci sono tornati nei locali dove cinquant’anni prima sostennero l’esame di Stato. L’incontro, breve ma intenso, si è svolto nell’aula magna dell’istituto con la dirigente scolastica Francesca Balestri e una delegazione di docenti: un gesto semplice che ha trasformato un ricordo personale in una testimonianza pubblica sul valore della scuola tecnica.

La rimpatriata e le motivazioni del ritorno

Promotore dell’iniziativa è stato Sergio Bedessi, che ha scritto alla preside per chiedere di poter rivedere l’aula dove affrontò la maturità. Nella lettera Bedessi ha sottolineato come, in quegli anni, l’Iti offrisse una preparazione solida proprio quando i percorsi tradizionali come i licei erano spesso considerati gli unici prestigiosi. Il gruppo, composto da Sergio Bedessi, Tiziano Madiai, Stefano Neri, Daniele Ribechini, Claudio Signorini e Maurizio Tursini, si è ritrovato per una foto ricordo e per un breve colloquio con il corpo docente.

Una scuola che ha aperto strade

Bedessi ha spiegato che il diploma da perito edile non ha limitato le ambizioni: dopo l’Iti ha intrapreso studi in Architettura, Scienze politiche e metodologia e ricerca empirica nelle scienze sociali, arrivando a ricoprire incarichi istituzionali. Il suo racconto è servito a ricordare che la formazione tecnica può essere ponte verso l’università e verso ruoli istituzionali o professionali di rilievo, consolidando l’idea dell’istituto come punto di riferimento per percorsi formativi diversi.

Visita ai laboratori e confronto tra passato e presente

Dopo il saluto e la foto nella sala d’esame, il gruppo ha visitato i laboratori e il museo dell’istituto accompagnato dai professori Laura Fidenti e Loris Ranalli. La passeggiata tra banchi, attrezzature e cimeli ha offerto l’occasione per mettere a confronto la scuola di ieri con quella di oggi e per constatare come l’Iti continui a fornire competenze spendibili sia nel mondo del lavoro sia nel proseguimento degli studi.

Il valore dei laboratori per la formazione tecnica

Durante la visita è emersa l’importanza pratica dei laboratori come spazi formativi: il contatto diretto con i materiali e gli strumenti ha ricordato che la formazione tecnica si fonda su esperienze concrete, non solo su nozioni teoriche. Questo elemento, secondo i partecipanti, ha contribuito alla capacità di molti diplomati di adattarsi a percorsi universitari o professionali differenti.

Il ricordo delle tracce trafugate nel 1976

Nel corso dell’incontro è riaffiorato anche un episodio che appartiene ormai alla memoria collettiva: il 1976 fu l’anno in cui una delle prove di maturità fu compromessa da una fuga di notizie, costringendo il Ministero a riformulare la traccia e a ripetere la prova. Per i sei ex studenti quella vicenda è diventata aneddoto condiviso, parte del bagaglio di ricordi che accompagna il cinquantesimo anniversario del diploma.

Un episodio che non ha offuscato i ricordi positivi

Nonostante la vicenda delle tracce, gli ex studenti hanno descritto l’esperienza scolastica come complessivamente positiva: la memoria prevalente è quella di un percorso che li ha preparati a sfide successive, valorizzando tanto le competenze tecniche quanto l’approccio pratico alla risoluzione dei problemi. La rievocazione ha avuto toni sereni e nutriti da aneddoti personali, risate e la consapevolezza di aver condiviso un tratto formativo significativo.

La breve cerimonia ha visto la partecipazione anche di alcuni docenti e della dirigente, che ha accolto con piacere l’iniziativa ritenendola un’occasione per mettere in luce il ruolo della scuola pubblica nel garantire opportunità formative. Per i sei diplomati la visita è stata l’occasione per ringraziare simbolicamente l’istituto che, come scritto nella lettera di Bedessi, “ha aperto tutte le strade”.

La rimpatriata del 7 luglio 2026 ha L’Iti Leonardo da Vinci continua a essere percepito come un presidio educativo capace di offrire competenze concrete e prospettive diversificate per i suoi diplomati.

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