L’area dismessa ex Montepagani, conosciuta anche come ex Montevivo, situata in via di Pratignone a Empoli, è al centro di una situazione critica che preoccupa i residenti di Ponzano. Le recinzioni, ripetutamente divelte, e gli accessi abusivi rappresentano un serio rischio per la sicurezza pubblica. A ciò si aggiunge una bonifica ambientale sostanzialmente ferma nonostante le numerose segnalazioni e gli interventi delle autorità.
La situazione è stata portata all’attenzione delle istituzioni dal Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia Empoli, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere chiarimenti sull’esecuzione delle ordinanze, sugli accessi abusivi e sui tempi del recupero. Le risposte ufficiali del 26 giugno, insieme agli ultimi eventi verificatisi nella notte tra il 9 e il 10 luglio, hanno confermato le criticità segnalate.
Recinzioni divelte e accessi abusivi: una situazione critica
Durante un sopralluogo del 10 aprile 2026, la Polizia locale ha riscontrato che la recinzione dell’area era integra solo sul lato della ferrovia, mentre in altre parti risultava divelta, assente o fortemente degradata. A seguito di questo accertamento, il proprietario dell’area è stato deferito all’Autorità giudiziaria per la presunta inosservanza dell’ordinanza sindacale n. 82 del 20 febbraio 2026.
Nonostante il proprietario avesse comunicato il ripristino della recinzione, un nuovo intervento del 15 giugno ha accertato che la rete era stata nuovamente divelta e che gli accessi da via di Pratignone e dal lato del torrente Orme erano ancora praticabili. Questo ha portato a un secondo deferimento e a una nuova comunicazione al Comune per le determinazioni di competenza.
Questi fatti dimostrano che le soluzioni provvisorie adottate finora non sono sufficienti. Una recinzione riparata occasionalmente e poi nuovamente abbattuta non rappresenta una vera messa in sicurezza. È necessario un intervento strutturale, capace di impedire concretamente l’ingresso nell’area e di proteggere tanto i residenti quanto le persone che, introducendosi abusivamente in edifici fatiscenti, espongono sé stesse a pericoli gravissimi.
Bonifica ambientale: un procedimento bloccato
La situazione relativa alla bonifica ambientale è ancora più preoccupante. Il Piano di caratterizzazione, l’analisi di rischio e la proposta di messa in sicurezza permanente furono presentati dalla società proprietaria nel 2026, ma la documentazione risultò incompleta e non approvabile. Le integrazioni richieste nel, secondo quanto comunicato dagli uffici, non risultavano ancora pervenute alla data della risposta.
La proprietà è stata sollecitata nell’, ma il Comune dichiara che, a causa della complessità del procedimento e dell’impatto economico degli interventi, non è oggi possibile indicare tempi certi per la prosecuzione delle attività. In altre parole, dopo anni di discussioni, atti amministrativi e ipotesi di recupero, non esiste ancora un cronoprogramma verificabile per la caratterizzazione definitiva, la messa in sicurezza permanente e la bonifica del sito.
Incendio e interventi delle Forze dell’Ordine
Nella notte tra il 9 e il 10 luglio, i soccorsi sono stati allertati in codice rosso per la segnalazione di una persona gravemente ferita all’interno dell’ex Montevivo. Tuttavia, una volta arrivati sul posto, non è stata trovata alcuna persona. Nell’area era invece divampato un incendio, successivamente spento dai Vigili del Fuoco, con l’intervento anche delle Forze dell’Ordine.
Non intendiamo anticipare conclusioni sulle cause dell’incendio o sulla segnalazione ricevuta dai soccorsi, che dovranno essere chiarite dalle autorità competenti. Resta però un dato evidente: all’interno di un’area che avrebbe dovuto essere resa inaccessibile continuano a verificarsi presenze, emergenze e interventi notturni. Questo significa che il sistema di chiusura e controllo non sta funzionando.
Il Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia Empoli chiede
Qualora la proprietà continui a non adempiere, chiediamo che il Comune valuti senza ulteriori rinvii tutti gli strumenti previsti dalla legge, compreso, ricorrendone i presupposti, l’intervento sostitutivo con successiva rivalsa dei costi. Non è sufficiente accumulare solleciti, ordinanze e comunicazioni: occorre ottenere risultati concreti.
I residenti di Ponzano non possono continuare a convivere con una grande area abbandonata, contaminata, facilmente accessibile e periodicamente interessata da emergenze. La sicurezza non può dipendere dal prossimo intervento dei Vigili del Fuoco o delle Forze dell’Ordine. Servono una vera messa in sicurezza, responsabilità chiare e tempi certi per la bonifica.



