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Discover: il centro fiorentino per combattere l’abuso di smartphone tra i giovani

Un nuovo centro a Firenze si propone di combattere la dipendenza da social tra i giovani, offrendo percorsi di disconnessione e laboratori creativi.

Discover: il centro fiorentino per combattere l’abuso di smartphone tra i giovani

In un’epoca in cui gli smartphone sono diventati una presenza costante nelle nostre vite, un nuovo centro a Firenze si propone di affrontare un fenomeno sempre più diffuso: la dipendenza da social network tra i giovani. Il progetto, chiamato Discover nasce dalla collaborazione tra il Comune di Firenze l’Usl Toscana centro e la cooperativa ReteSviluppo con l’obiettivo di offrire supporto e strategie per un uso più consapevole della tecnologia.

L’idea di creare un centro dedicato è nata durante un laboratorio scolastico, quando un adolescente ha raccontato di aver trascorso un intero pomeriggio a scorrere video su TikTok perdendo completamente la nozione del tempo. Questo episodio ha evidenziato la necessità di un intervento mirato per aiutare i giovani a gestire meglio il loro rapporto con la tecnologia.

Uno spazio no-tech per riscoprire la socialità

Il cuore del centro sarà uno spazio no-tech dove l’ingresso con lo smartphone sarà vietato. Qui i ragazzi potranno partecipare a percorsi di disconnessione guidata riscoprendo attività che sembrano essere state dimenticate nell’era dei social: giochi da tavololaboratori manuali e momenti di socialità condivisa.

Accanto a questo, uno sportello di ascolto orientamento e mediazione sarà il punto di riferimento per intercettare situazioni di iperconnessioneisolamento o tensioni familiari legate all’uso eccessivo della tecnologia. Il centro potrà accogliere fino a 40 giovani al giorno, con un’età compresa tra i 10 e i 25 anni.

Laboratori creativi per un uso consapevole della tecnologia

Il progetto non si limita a vietare l’uso degli smartphone, ma punta a insegnare ai ragazzi a utilizzare la tecnologia in modo proattivo e consapevole. Per questo, il programma prevede anche laboratori di podcastinggame designstorytelling digitale e persino sfide di intelligenza artificiale creativa.

Questi laboratori sono pensati per trasformare i ragazzi da semplici spettatori passivi a produttori attivi di contenuti aiutandoli a sviluppare competenze digitali utili per il loro futuro. “La tecnologia non va demonizzata”, spiega Ester Macrì sociologa esperta di media education e presidente di ReteSviluppo. “Diventa una risorsa preziosa quando viene usata in modo proattivo.”

Formazione per genitori ed educatori

Il centro non si rivolge solo ai giovani, ma anche agli adulti con incontri formativi pensati per genitoriinsegnantieducatori e allenatori. Questi incontri mirano a confrontarsi con il fenomeno del cosiddetto baby-sitting digitale ovvero l’abitudine di affidare ai dispositivi il compito di intrattenere i più piccoli.

Un dato preoccupante emerge dal lavoro quotidiano con adolescenti e famiglie: l’età in cui inizia l’abuso dello smartphone si sta progressivamente abbassando. Questo rende Discover non tanto un esperimento isolato, quanto un modello che altre città italiane potrebbero presto guardare con attenzione.

Il centro, la cui presentazione ufficiale è fissata per mercoledì 22 luglio, avrà una durata iniziale di tre anni, ma le ambizioni di Palazzo Vecchio guardano oltre i confini cittadini, puntando a costruire un punto di riferimento per l’intera Toscana.

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