La Misericordia di Prato ha celebrato un traguardo straordinario: 438 anni di servizio ininterrotto alla comunità. Una storia che inizia nel 1588, quando un gruppo di pratesi, di ritorno da un pellegrinaggio a Loreto, decise di fondare un’associazione dedicata all’aiuto dei malati e degli infermi. Oggi, questa istituzione è un punto di riferimento fondamentale per la città.
La celebrazione del 23 luglio 2026 ha visto la partecipazione di numerose autorità locali e religiose, tra cui il vicario generale monsignor Daniele Scaccini, che ha presieduto una messa di ringraziamento. Durante la cerimonia, sono state consegnate due Stelle al merito della carità e due Croci al merito della carità a volontari che hanno dedicato rispettivamente 30 e 50 anni al servizio della Misericordia.
Una tradizione di fede e carità
Monsignor Scaccini ha ricordato l’origine della Misericordia, sottolineando come tutto sia partito da uomini comuni ma animati da una fede profonda. “Tutto è partito da uomini semplici e comuni – ha detto – ma animati da una fede che in quel cammino compiuto fino a Loreto hanno trovato la ragione e la motivazione delle loro scelte.” Ha aggiunto che, nonostante i cambiamenti dei tempi, le ragioni profonde che animano questa istituzione rimangono immutate.
Il sindaco matteo biffoni e la consigliera Federica Palanghi hanno espresso il loro apprezzamento per il lavoro incessante della Misericordia, ringraziando i volontari per il loro impegno a favore della comunità. “438 anni non sono solo un traguardo temporale o un primato di longevità – ha detto il proposto Gianluca Mannelli – Sono la testimonianza di una fede vissuta attraverso le opere di carità e rappresentano milioni di gesti invisibili, di notti insonni, di mani tese e di lacrime asciugate.”
Numeri e impegno costante
Nel 2026, i circa 2.000 volontari della Misericordia di Prato, operanti nella sede centrale e nelle 26 sezioni periferiche, hanno svolto oltre 160.000 servizi di carità. Questi numeri testimoniano l’impegno costante e la dedizione di chi, ogni giorno, si prende cura degli altri. “In un’epoca segnata da profonde incertezze economiche e complessità sociali, la parola ‘Misericordia’ assume un valore civile immenso – ha aggiunto il Proposto – Non significa sterile assistenzialismo, ma capacità organizzativa, efficienza tecnica e soprattutto attenzione instancabile alla dignità della persona.”
Il proposto Mannelli ha anche sottolineato l’importanza di continuare a investire nelle risorse umane, affinché giovani e meno giovani possano trovare nella Misericordia un luogo dove scoprire il valore del donarsi agli altri.
Riconoscimenti e premi
Durante la celebrazione, sono stati premiati Franca Pieraccini e Alessandro Benelli per i loro 30 anni di servizio, e Alberto Cipriani e Luciano Pugi per i loro 50 anni di dedizione. “Queste onorificenze sono il simbolo di un’esistenza donata – ha concluso il proposto Mannelli – Ognuna di queste Stelle e Croci racconta i turni in ambulanza, l’assistenza agli anziani, il supporto ai malati e la presenza costante nei momenti di emergenza e protezione civile.”
La Misericordia di Prato continua a essere un esempio luminoso di carità silenziosa, operando con perseveranza ed umiltà, fedele al Vangelo e allo statuto che la guida.



