L’Italia è in preda a un’ondata di caldo estremo che non accenna a diminuire. Dopo il record di ieri con tutte le 27 città monitorate in bollino rosso oggi sono 26 le città che continuano a soffrire per le temperature torride. La situazione è critica, con la siccità che sta mettendo a dura prova l’agricoltura e l’ambiente.
La situazione climatica è particolarmente preoccupante, con oltre il 60% del territorio nazionale colpito dalla siccità. Le campagne italiane stanno subendo danni ingenti, con filiere agricole come mais, riso, pascoli e soia particolarmente colpite. La produzione di latte è calata del 20%, e la situazione è critica anche per ortaggi, uva, olive e frutta.
La situazione in Piemonte e Lombardia
In Piemonte la situazione è particolarmente critica, con un forte deficit di precipitazioni e riserve idriche inferiori del 30% alla norma. Le colture di riso, mais, ortofrutta, noccioleti, prati e pascoli sono in difficoltà. Anche in Lombardia il dimezzamento del Po continua a preoccupare le aziende agricole, con il mais e le colture estive che soffrono sempre più lo stress idrico.
Le conseguenze per l’agricoltura
La siccità sta avendo un impatto devastante sull’agricoltura italiana. In Veneto ed Emilia-Romagna il ricorso all’irrigazione è aumentato, con un forte incremento dei costi aziendali. Le colture di pomodoro, soia, barbabietole e foraggi sono sotto osservazione, mentre nel Centro Italia il caldo continua a penalizzare ortaggi, frutta, oliveti e vigneti.
Al Sud e nelle Isole ortaggi e pomodori stanno soffrendo, con il rischio di un calo delle rese. L’emergenza siccità si affianca a quella degli incendi, con la Sardegna particolarmente colpita. I roghi hanno interessato migliaia di ettari di pascoli e colture, provocando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture aziendali.
Le previsioni per i prossimi giorni
Secondo gli esperti, la situazione non dovrebbe mutare in modo rilevante prima del weekend. A partire da venerdì, si intravede un primo lieve cedimento al Nord con l’arrivo di aria più fresca che, interagendo con quella più calda, aumenterà la probabilità di rovesci e temporali, specie sulle Alpi. Tuttavia, l’attenuazione del caldo si preannuncia graduale e progressiva.
Le temperature resteranno più alte della norma finché l’anticiclone africano resiste. Solo da lunedì un passaggio temporalesco porterà un parziale sollievo alle regioni settentrionali. Al Centro-Sud, invece, il caldo resterà molto forte con punte di 38-40 gradi.
Le conseguenze per la salute
L’ondata di caldo sta avendo conseguenze disastrose anche sulla salute. Gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati fino al 15%, con gli anziani e le persone con patologie croniche particolarmente colpite. Il ministero della Salute ha fissato il livello 3 di allerta, una soglia che indica condizioni di rischio estese all’intera popolazione.
Il climatologo Luca Mercalli ha ricordato come la comunità scientifica preveda un’intensificazione del caldo estivo almeno dall’estate del 2003. Secondo Mercalli, il vero problema è che continuiamo a stupirci di ogni ondata invece di concentrarci sulla causa, cioè il riscaldamento globale.
Le strade da percorrere, secondo il climatologo, sono due: da un lato la mitigazione, cioè il taglio delle emissioni di gas serra, dall’altro l’adattamento, perché con il caldo ormai bisogna imparare a convivere tentando di rendere le città più vivibili.



