Nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2026, due giovani escursionisti di 21 anni, originari della provincia di Firenze, hanno vissuto un’esperienza da brivido sulle Alpi Apuane. Persi lungo il sentiero 166, sono finiti in una zona impervia caratterizzata da salti di roccia, costringendo i soccorritori a un intervento complesso e tecnico.
La chiamata di soccorso è arrivata intorno a mezzanotte, attivando una catena di interventi coordinati tra vigili del fuoco, Soccorso Alpino e Speleologico Toscano e la Centrale 118 Alta Toscana. La tecnologia ha giocato un ruolo cruciale in questa operazione di salvataggio, permettendo di localizzare i due ragazzi in difficoltà.
L’intervento dei soccorritori sulle Alpi Apuane
I due giovani stavano percorrendo il sentiero 166, che si snoda lungo la via di lizza del Padulello, un percorso che collega il passo della Focolaccia con Resceto. Durante la discesa, hanno perso l’orientamento, finendo in un’area particolarmente impervia e pericolosa. Resisi conto della situazione di pericolo, hanno chiamato il numero di emergenza 112.
I vigili del fuoco hanno immediatamente informato la Centrale 118 Alta Toscana, attivando la stazione di Massa del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano. I soccorritori sono arrivati sul posto poco dopo la mezzanotte, trovando i due ragazzi in una zona difficile da raggiungere.
Il ruolo decisivo del drone con termocamera
Uno degli strumenti più importanti in questa operazione di salvataggio è stato il drone del Soccorso Alpino, dotato di termocamera e faro per l’illuminazione. Questo dispositivo ha permesso di individuare e raggiungere i due escursionisti nell’oscurità, facilitando l’intervento dei soccorritori.
Una volta localizzati, i tecnici del Soccorso Alpino hanno messo in sicurezza i due giovani, utilizzando manovre tecniche di calata per superare i tratti più scoscesi. Le operazioni di soccorso si sono concluse intorno alle 3 del mattino, con il rientro a valle degli escursionisti e dei soccorritori.
La tecnologia al servizio del soccorso in montagna
Gli UAS, o Unmanned Aircraft Systems, ovvero i droni, sono diventati strumenti avanzati per la ricerca e il soccorso in montagna e in ambienti ostili. Grazie alla loro capacità di volare in condizioni difficili e di rilevare il calore corporeo, i droni con termocamera sono sempre più utilizzati per localizzare persone in difficoltà.
In questo caso, il drone ha permesso di individuare rapidamente i due escursionisti, riducendo i tempi di intervento e aumentando le possibilità di successo. La tecnologia ha dimostrato ancora una volta di essere un alleato prezioso per i soccorritori, soprattutto in situazioni complesse e pericolose.
Per i due giovani, l’avventura si è conclusa senza conseguenze gravi, grazie all’intervento tempestivo e alla competenza dei soccorritori. Un episodio che sottolinea l’importanza della preparazione e dell’uso di strumenti avanzati per garantire la sicurezza in montagna.



