In un viaggio tra Firenze e Pisa, un cellulare è diventato il simbolo di un legame irripetibile. La nonna di Matteo Petti, il quindicenne morto tragicamente lo scorso giugno a Salerno, ha lanciato un appello disperato sui social per ritrovare lo smartphone della madre, smarrito durante un viaggio in treno. All’interno del dispositivo, preziosi messaggi vocali e foto del giovane, ultimi ricordi di una vita spezzata troppo presto.
La storia ha commosso la Toscana e non solo, trasformando una semplice ricerca in un gesto di solidarietà collettiva. La speranza è che qualcuno, tra i passeggeri del Regionale 18490 possa aver trovato il telefono e decida di restituirlo alla famiglia.
Un viaggio in treno e un cellulare smarrito
Il 25 agosto 2026 la madre di Matteo viaggiava sul treno regionale partito da Firenze Santa Maria Novella alle 11.38 diretto a Pisa. È stato intorno alle 12.30 all’altezza di Montecatini Terme che si è accorta di aver perso il suo smartphone. All’interno del dispositivo, oltre a foto e chat, ci sono i messaggi vocali registrati da Matteo prima della tragedia.
La nonna del giovane ha pubblicato un video sui social, in lacrime, chiedendo aiuto per ritrovare il telefono. “C’era registrata la voce di Matteo”, ha detto, spiegando quanto sia importante per la famiglia recuperare quei ricordi. L’appello è rivolto a chiunque possa aver trovato il dispositivo, invitando a consegnarlo alla Polizia Ferroviaria alle forze dell’ordine o al personale di Trenitalia.
La tragedia che ha colpito Matteo
Matteo Petti, 15 anni, ha perso la vita in un incidente stradale a Salerno lo scorso giugno. Il giovane viaggiava come passeggero su uno scooter guidato da un amico di 21 anni, in Corso Garibaldi vicino alla stazione centrale. Poco dopo la mezzanotte, lo scooter ha impattato contro un’auto in sosta, sbalzando entrambi i ragazzi sull’asfalto. Matteo non ce l’ha fatta.
La tragedia ha lasciato un vuoto incolmabile nella famiglia, che ora cerca di aggrapparsi ai ricordi per superare il dolore. Il telefono smarrito rappresenta un pezzo di quella memoria, un legame tangibile con il giovane scomparso.
La mobilitazione sui social
L’appello della nonna ha scatenato una mobilitazione sui social, con migliaia di condivisioni e commenti di solidarietà. La famiglia ha ricostruito nel dettaglio il viaggio della madre di Matteo, sperando che la precisione dei dettagli possa aiutare a ritrovare il telefono. Il treno, il numero del convoglio, l’orario di partenza e l’ora in cui il dispositivo è stato smarrito sono tutti elementi che potrebbero fare la differenza.
La speranza è che qualcuno, tra i passeggeri di quel treno, possa aver trovato lo smartphone e decida di restituirlo. Per la famiglia di Matteo, quel telefono non ha un valore economico, ma un significato emotivo inestimabile. “La voce, le immagini e i ricordi di suo figlio” sono ciò che conta davvero, come ha sottolineato la nonna nel suo appello.
L’invito è rivolto a tutti i viaggiatori di quella tratta, ai pendolari e a chiunque possa aver visto o trovato il telefono. La famiglia chiede di consegnare il dispositivo alle autorità o al personale ferroviario, affinché possa tornare al più presto tra le loro mani.



