L’Italia sta affrontando una nuova sfida sanitaria con la comparsa di casi di Dengue in diverse regioni. Le autorità locali hanno avviato immediate misure di contenimento, tra cui disinfestazioni mirate per contrastare la diffusione di questa malattia trasmessa dalle zanzare.
La situazione è particolarmente critica in Toscana, dove sono stati segnalati casi a Signa e Orentano ma anche in Emilia-Romagna e Lombardia si registrano episodi preoccupanti. Vediamo nel dettaglio cosa sta accadendo e quali sono le misure adottate.
Dengue a Signa: disinfestazione e monitoraggio
Nella cittadina di Signa in provincia di Firenze, è stato confermato un caso di Dengue. Il paziente, residente nel territorio, ha contratto la malattia durante un soggiorno in un’altra zona della Toscana, dove si erano verificati altri episodi. Il sindaco Giampiero Fossi ha spiegato che, su segnalazione della Ausl Toscana Centro sono stati effettuati trattamenti di disinfestazione nelle aree più a rischio, comprese tra via del Setaiolo, via XXV Aprile, via dei Colli, via del Crocifisso, via Benelli e via Emilio Alessandrini.
Le operazioni, condotte da un’azienda specializzata, hanno visto l’impiego di prodotti adulticidi per eliminare le zanzare già presenti. I cittadini sono stati invitati a restare in casa con finestre e porte chiuse e a sospendere gli impianti di ricambio d’aria. Inoltre, è stato raccomandato di tenere gli animali domestici all’interno e di raccogliere la frutta e la verdura dagli orti.
Altri casi in Toscana
Non si tratta di un caso isolato. A Orentano nel pisano, è stato segnalato un altro episodio di Dengue. Il paziente, un cittadino indiano rientrato dal suo Paese, è stato ricoverato all’ospedale Cisanello. Il sindaco di Pisa, Michele Conti ha emesso un’ordinanza per la disinfestazione in un raggio di 200 metri dall’ospedale, oltre che nelle aree dove il paziente ha soggiornato.
Dengue a Ravenna: il primo caso dell’anno
Anche a Ravenna è stato confermato un caso di Dengue. Il paziente, un giovane uomo rientrato da un viaggio di lavoro in Brasile ha manifestato sintomi come febbre alta e malessere generale. Il servizio di Igiene pubblica dell’Ausl Romagna ha avviato immediatamente i protocolli di sicurezza, anche quando il caso era ancora sospetto.
Nella zona di via Vicoli, dove risiede il paziente, sono stati effettuati trattamenti adulticidi per tre giorni consecutivi. La Dengue, trasmessa tramite le punture di zanzare infette, richiede interventi rapidi per evitare la proliferazione della malattia. Questo è il primo caso confermato a Ravenna quest’anno, dopo alcuni falsi allarmi a fine maggio e giugno.
Dengue a Monza: interventi straordinari
A Monza è stato segnalato un caso sospetto di Dengue. Su richiesta dell’Agenzia di Tutela della Salute Brianza il Comune ha disposto interventi straordinari di disinfestazione nelle aree limitrofe a via Pergolesi, sede del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Gerardo e per un raggio di 200 metri. Le operazioni, che si sono svolte nelle serate dell’8, 9 e 10 settembre, hanno interessato via Pergolesi stessa, via Umberto Giordano, via Monsignore Baraggia, l’area parcheggio in piazza Della Resistenza e via Gaetano Donizetti.
La disinfestazione straordinaria, che include trattamenti adulticidi e larvicidi si aggiunge al piano di trattamenti già programmati dal Comune per la stagione in corso. Durante gli interventi, è stato necessario tenere ben chiuse le finestre e collaborare alla rimozione di eventuali focolai larvali presenti nelle abitazioni private o nelle pertinenze.
La Fondazione IRCCS San Gerardo ha informato che i primi test effettuati sul cittadino ricoverato, proveniente da fuori provincia, hanno dato esito negativo. Tuttavia, la disinfestazione straordinaria è stata richiesta come misura precauzionale per garantire la sicurezza di pazienti, operatori e cittadini.
Cosa sapere sulla Dengue
La Dengue è una malattia trasmessa attraverso la zanzara tigre e non è endemica in Italia. È più frequente in IndonesiaFilippinesubcontinente indianoCentramerica e Sudamerica. Al rientro da queste aree, è importante non sottovalutare eventuali sintomi sospetti come febbre, mal di testa acuto, dolori muscolari e alle articolazioni, nausea, vomito e irritazioni della pelle per almeno 15 giorni dopo essere tornati a casa.
Nell’80% dei casi, l’infezione è asintomatica o con una sintomatologia molto lieve. Nei casi più gravi (circa il 5%), può svilupparsi una febbre emorragica. In casi rari, la patologia può essere mortale, ma curarsi fa la differenza: il tasso di mortalità può variare da meno dell’1% fino a circa il 10-15%.



