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Addio a Marcello Mammoli: una vita tra Fiorentina e trasferte europee

Il ricordo di Marcello Mammoli: fondatore del Viola Club Da Verrazzano, viaggiatore instancabile e punto di riferimento per generazioni di tifosi della Fiorentina

Addio a Marcello Mammoli: una vita tra Fiorentina e trasferte europee

Il 25 maggio 2026 si è spenta la voce di uno dei tifosi più noti della Fiorentina: Marcello Mammoli, 92 anni, protagonista di decenni di trasferte che lo hanno reso un simbolo del tifo viola. Il suo ultimo saluto si è svolto il 27 maggio 2026 nella chiesa salesiana della Sacra Famiglia in via Gioberti, dove amici e familiari si sono ritrovati per ricordare una vita dedicata al club e alle relazioni umane.

La presenza al funerale di ex giocatori, dirigenti e compagni di viaggio ha restituito la dimensione pubblica di una passione privata: Mammoli non era soltanto un spettatore, ma un archivio vivente di aneddoti e ricordi legati alla Fiorentina. Il suo volto e il suo striscione, quello del Viola Club Da Verrazzano, erano riconoscibili in ogni angolo d’Europa.

Una vita spesa dietro la squadra

Fin dagli anni Settanta Marcello Mammoli ha seguito la Fiorentina in ogni trasferta importante, costruendo quello che molti consideravano un vero e proprio record personale di presenze all’estero. Dal 1970 in poi le sue avventure lo hanno portato in grandi impianti come Barcellona, Monaco e Liverpool, ma anche in destinazioni più impegnative come Baku e Kiev, dove ha affrontato condizioni estreme pur di non mancare. In molte occasioni la sua figura è stata celebrata dai tifosi più giovani e ha attirato l’attenzione dei media, come avvenne alla vigilia della finale di Atene nel 2026 quando fu intervistato dalla Uefa.

Il ruolo di memoria storica

Nel ruolo di fondatore e presidente del Viola Club Da Verrazzano, Mammoli ha coltivato rapporti con presidenti, allenatori e giocatori, diventando una fonte preziosa di testimonianze e curiosità. Era considerato dagli ultras e dagli appassionati come una miniera di aneddoti sulla storia del club: ricordi dei due scudetti, delle vittorie e delle ferite sportive. La sua apertura verso le persone, indipendentemente dall’età, gli valeva riconoscimenti e abbracci in ogni curva.

Il club, la carrozzeria e gli spazi del rapporto sociale

La carrozzeria di Mammoli in via De Sanctis non era solo un’officina: era un luogo di ritrovo dove discutere di calcio, organizzare trasferte e condividere storie. Il laboratorio era sede operativa del Viola Club e punto di contatto con l’amico di sempre Piero Masieri, al fianco nelle molte trasferte. Lo striscione del club, spesso immortalato sugli spalti, rappresentava non solo una bandiera sportiva ma anche un segno di appartenenza che ha accompagnato centinaia di tifosi in giro per l’Europa.

Trasferte numeriche e tecniche

Tra i viaggi più significativi si ricordano le trasferte con grandi gruppi, come quella al Benfica dove il club portò 152 soci, e le spedizioni in contesti complicati a livello logistico, come in Azerbaigian e in Ucraina. Nonostante la barriera linguistica, Mammoli aveva una capacità comunicativa che gli permetteva di farsi comprendere ovunque, giustificando così la fama di supertifoso che lo accompagnava.

Affetti, passioni e l’ultimo periodo

Al di fuori dello stadio, Mammoli era legatissimo alla famiglia: lascia la moglie Nella e i figli Alberto e Marcella. La sua vita comprendeva anche una quotidianità fatta di lavoro e hobby, tra cui la passione costante per il tennis, che praticava quasi fino alla fine con due ore settimanali dedicate alla racchetta. Era noto per il suo carattere socievole e per l’attaccamento ai rapporti personali, che lo rendevano punto di riferimento non solo per i tifosi ma anche per gli amici di sempre.

Negli ultimi anni Mammoli aveva partecipato con orgoglio alle iniziative per il centenario della Fiorentina e, lo scorso 13 aprile, era stato ospite applaudito di una mostra dedicata agli anni Ottanta. In una dichiarazione del 2017 aveva confessato due desideri: festeggiare un terzo scudetto e migliorare il suo personale record di trasferte europee. Il secondo obiettivo è stato raggiunto nel corso della sua vita, il primo è rimasto un sogno condiviso con i tifosi.

L’ultimo saluto e l’eredità

Alla cerimonia funebre del 27 maggio 2026 la chiesa della Sacra Famiglia è stata gremita: familiari abbracciati da amici, compagni di curva, colleghi del tennis e del burraco, accanto a volti noti come Aldo Firicano, Furio Valcareggi e il ragionier Raffaele Righetti, considerato un vero monumento della storia viola. Il ricordo di Mammoli si è trasformato in racconto collettivo di una passione lunga decenni e in eredità per le nuove generazioni di sostenitori: il modello di chi faceva del tifo un atto di comunità e di affetto indissolubile verso una città e la sua squadra.

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