Il 27 settembre 2026 Impruneta ha vissuto la sua centesima Festa dell’Uva un appuntamento che attira l’intera comunità e i visitatori da tutta la Toscana. La celebrazione si è svolta nella storica piazza Buondelmonti cuore pulsante del centro, dove quattro rioni hanno gareggiato per aggiudicarsi la Coppa speciale realizzata in terracotta.
Il rione del Pallò conquista la coppa con 47 punti
Alla conclusione della sfilata, il rione del Pallò ha ottenuto il punteggio più alto, 47 punti, emergendo così vincitore della edizione centesima. Al secondo posto è arrivato il rione di Sant’Antonio con 46 punti, seguito dal rione di Sante Marie (44 punti) e, infine, dal rione delle Fornaci (28 punti). Il risultato è stato annunciato alle ore 20.00 dal balcone del palazzo comunale, davanti a una folla festante.
Temi e scenografie dei rioni
Ciascun rione ha scelto un tema che rifletteva storia, mito o identità locale, trasformando la piazza in un palcoscenico di colori, suoni e danza.
Rione Sant’Antonio – “Ho scelto di essere Persefone”
Il rione bianco ha interpretato il mito di Persefone con il claim “Non si nasce regine. Si sceglie di diventarlo” proponendo una narrazione di emancipazione e scelta personale. Le coreografie hanno alternato simboli greci a riferimenti alla vita quotidiana del paese.
Rione delle Fornaci – “Radici”
Il colore rosso ha voluto ricordare i cento anni di storia della festa, soffermandosi sul periodo fascista e sulla resistenza dei contadini. La sfilata ha presentato quattro lunghi teli che rappresentavano i colori dei rioni, simboli di un’opposizione silenziosa ma decisa. Il titolo “Radici” ha sottolineato il legame tra memoria collettiva e lavoro volontario.
Rione del Pallò – “Francesco e l’Uva”
Il tema ha onorato la figura di Francesco Torrini, figura leggendaria scomparsa da oltre trent’anni ma ancora viva nell’immaginario dei residenti. La presentazione ha combinato elementi tradizionali – gonne delle contadine, coreografie sul carro – con innovazioni artistiche, celebrando il contributo di Torrini alla modernizzazione della festa.
Rione Sante Marie – “Canto di Vite”
Il rione blu ha raccontato la leggenda della vite, intessuta di simboli di natura, uomo e uva. Il racconto ha voluto trasmettere l’idea che, come la vite, la vita si rinnova attraverso la lotta e la speranza, creando un collegamento poetico tra la terra e la comunità.
Programma, trofeo e iniziative collaterali
Il weekend è iniziato venerdì con l’allestimento di stand gastronomici in piazza Garibaldi e nel Parco Barazzina. Sabato pomeriggio si sono tenute le prove generali (19-24) nella stessa piazza, seguite dalla Filarmonica Giuseppe Verdi che ha aperto la baraonda musicale. La sfilata è partita alle 14:30, accompagnata da un corteo di Fiat 500 d’epoca con le bandiere dei quattro rioni.
Il trofeo, commissionato appositamente per il centenario, è stato disegnato da Alessio Canuti e Camilla Cappellini della Fornace Carbone. Realizzato in terracotta, il premio intreccia le quattro linee che rappresentano i rioni, sorreggendo un grappolo d’uva, simbolo della tradizione imprunetina.
Per agevolare i visitatori, il Comune ha attivato una navetta gratuita da Tavarnuzze a Impruneta, operativa dalle 10 alle 22. Il traffico è stato interdetto nel centro per garantire la sicurezza di pedoni e spettatori. Dopo la proclamazione, la festa ha continuato con uno spettacolo di luci e suoni proiettato sulla basilica creando un’atmosfera quasi magica.
Il programma non si è chiuso il 27 settembre: lunedì 28, alle 21:30, si terrà l’evento satirico “Le Camiciole”, mentre, venerdì 3 ottobre, la piazza ospiterà la cena celebrativa del rione vincitore.



