Nel cuore dell’autunno toscano, le strade di Firenze lasciano spazio a sentieri più tranquilli che conducono alle colline del Chianti. Tra questi, Impruneta si prepara ad aprire le sue porte dall’11 al 19 ottobre per la Fiera di San Luca una manifestazione che affonda le radici in oltre mille anni di storia. Questa sede, poco distante dalla capitale, offre un’alternativa autentica ai circuiti turistici più battuti, invitando visitatori a immergersi in un contesto dove mercato, artigianato e tradizioni agricole si intrecciano in un unico grande spettacolo popolare.
Il nome della fiera richiama il patrono del paese, San Luca, ma la sua essenza nasce dalla vita nomade dei pastori medievali. Secondo gli studi del Comune, già nel X secolo gli allevatori in transumanza dall’Appennino alla Maremma sostavano a Impruneta per scambiare bestiame, latte e lana con gli abitanti, i quali offrivano a loro volta utensili, abiti e soprattutto gli oggetti in terracotta che avrebbero reso famosa la zona. La fiera divenne così un primo mercato di scambio tra chi percorreva le antiche vie toscane e chi, con maestria artigianale, trasformava l’argilla in prodotti di valore.
Le testimonianze storiche di un evento secolare
Il Seicento confermò l’importanza della manifestazione: un editto dell’arcivescovo Alessandro Marzi Medici, tra il 1605 e il 1630, regolamentò la fiera, dimostrando che già allora era un appuntamento di rilievo. Oggi, dipinti e incisioni dell’epoca offrono una fotografia ante litteram dell’affollamento. Tra le opere più celebri spicca il dipinto di Filippo Napoletano del 1618, custodito alla Galleria Palatina di Firenze, e un’incisione del francese Jacques Callot del 1620, lunga 424 × 670 mm e popolata da oltre 1.100 figure, testimonianza visiva della vivacità dell’evento.
Il ruolo della terracotta nella storia di Impruneta
L’argilla di Impruneta, ricca di ferro, è nota per la sua malleabilità e resistenza. Nel corso dei secoli ha dato vita a vasi, tegole, mattoni e a pregevoli opere artistiche, tanto da essere associata alle celebri tegole della cupola di Santa Maria del Fiore. Manufatti imprunetini sono presenti nelle ville medicee e nelle sculture dei Della Robbia, confermando il legame indissolubile tra il territorio e il patrimonio culturale fiorentino.
La fiera contemporanea: mercati, sapori e spettacoli
Oggi la Fiera di San Luca conserva lo spirito di incontro, ma arricchisce la proposta con eventi enogastronomici, mostre d’arte contemporanea e spettacoli dal vivo. I visitatori possono passeggiare tra banchi di prodotti tipici, assaggiare oli extravergine, vini locali e il celebre Peposo uno spezzatino piccante caratteristico di Impruneta. La leggenda narra che il piatto, preparato dai fornaci durante la cottura della terracotta, abbia conquistato perfino Filippo Brunelleschi, impegnato a supervisionare le tegole per la grande cupola.
Le fornaci, ancora operative, sono il cuore pulsante del villaggio: qui artigiani seguono tecniche medievali, trasformando l’argilla in opere che oggi decorano case e chiese di tutta la Toscana. Parallelamente, gli stand agricoli offrono formaggi, salumi e prodotti dell’uliveto, creando un mosaico di sapori che racchiude l’identità di un territorio legato alla terra.
Un itinerario consigliato: da Firenze a Impruneta
Per chi desidera vivere appieno l’esperienza, è possibile partire da Firenze, ad esempio soggiornando presso l’ FH55 Grand Hotel Mediterraneo sul Lungarno del Tempio, e dedicare una giornata alla scoperta di Impruneta. Il viaggio consente di combinare le meraviglie del Rinascimento con la scoperta di una Toscana più intima, dove le fornaci accese, le antiche fiere e le storie tramandate da generazioni creano un racconto unico. La fiera non è solo un evento: è un vivo laboratorio di tradizioni che invita a toccare con mano la cultura locale.



