Il caso di Katherine Alvarez, madre della piccola Kata scomparsa a Firenze il 10 giugno 2023, si è concluso con una condanna di due anni e quattro mesi. Il provvedimento, emesso il 7 ottobre 2026, nasce da un episodio di violenza avvenuto pochi mesi dopo la sparizione della bambina, nella notte del 20 novembre 2023.
Quella serata, la discoteca Tenax di via Pratese è stata il teatro di un acceso scontro tra Alvarez e un’altra donna peruviana. Le testimonianze ricostruiscono che le due si siano incontrate nei bagni del locale, dove la discussione è rapidamente degenerata: Alvarez avrebbe afferrato la capigliatura dell’avversaria e, con una lama – secondo gli inquirenti, probabilmente la linguetta di una lattina – l’ha colpita al volto. La vittima ha riportato una ferita alla guancia, suturata con eighteen points (diciotto punti).
Il processo e la sentenza del tribunale
Il procedimento, svolto in rito abbreviato ha visto alla guida del giudizio il GUP Alessandro Azzaroli, su richiesta del procuratore Gabriele Mazzotta. Il giudice ha riconosciuto la gravità del reato di lesioni equiparandolo ai danni permanenti del volto, ma ha applicato le prevedibili attenuanti, tra cui la tenuità della lesione che non ha alterato in modo sensibile i lineamenti della donna colpita.
Le argomentazioni della difesa
Il legale di difesa, avvocato Lorenzo Tombelli, ha sottolineato la necessità di valutare la concreta entità del fatto anziché basarsi su una gravità teorica. «Questo che emerge è, a mio avviso, la necessità di guardare alla concreta entità del fatto», ha dichiarato, evidenziando che la ferita non ha provocato una significativa compromissione estetica. La difesa ha inoltre richiesto il riconoscimento di attenuanti generiche, ottenute grazie alla recente giurisprudenza della Corte costituzionale del 2025, che ha introdotto una sorta di valvola di sicurezza per evitare condanne eccessivamente punitive.
Conseguenze penali e civili
Grazie alle riduzioni previste dalla legge, la pena è stata ridotta di un sesto, posizionando Alvarez al di sotto della soglia dei due anni, consentendole così di beneficiare della sospensione condizionale della pena. Parallelamente, la donna ferita si è costituita parte civile: il giudice ha fissato una provvisionale di cinquemila euro destinata a coprire i danni patrimoniali e morali subiti. La quantificazione finale del risarcimento sarà stabilita dal tribunale civile entro novanta giorni.
Resta aperta la possibilità di appello da parte della difesa, ma al momento la decisione del 7 ottobre 2026 resta la decisione definitiva del tribunale di Firenze.



