Il 11 ottobre, alle ore 15:00, i giardini di via Montessori sono stati scelti per ospitare l’inaugurazione del Giardino dei Giusti tra le Nazioni a Firenzuola. L’iniziativa intende tenere vivo il ricordo di coloro che, sotto la tirannia nazista, hanno rischiato la propria vita per salvare altre persone. La cerimonia è stata organizzata dal Comune di Firenzuola in collaborazione con le famiglie Smulevich e Lopes Pegna, che hanno voluto garantire la trasmissione alle nuove generazioni di quel valore fondamentale di solidarietà e coraggio.
Momenti chiave della cerimonia di apertura
Il rito è partito con la lettura di una poesia affidata all’attore Roberto Visconti, la quale ha introdotto il pubblico al tema della memoria. Seguirono gli interventi istituzionali: il sindaco Giampaolo Buti ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la storia locale; Ermanno Smulevich ha ricordato le vicende di fuga nella cittadina nel 1943; Ruben Lopes Pegna ha chiuso con una notevole riflessione sul significato odierno del gesto di chi ha aiutato gli altri. L’evento si è concluso con la scoperta della stele commemorativa, elemento simbolico che segna il territorio come custode della testimonianza.
Riflessioni sulla memoria e testimonianze storiche
Subito dopo, è proseguita la sessione intitolata “Riflessioni sulla memoria”, coordinata dal giornalista Adam Smulevich. La giornalista Rosanna Marcato ha ricostruito il quadro di Firenzuola nel 1943, dipingendo le difficoltà della popolazione e le scelte di chi ha ospitato i profughi. Ermanno Smulevich ha poi illustrato le dinamiche della fuga verso la cittadina, raccontando in maniera vivida le vie segrete e gli aiuti umanitari. Roberto Visconti ha letto brani tratti dal libro “Matti e Angeli”, rievocando le storie di Armando Matti, Clementina Angeli, Pietro Angeli e Dina Rossetti, nonché del sacerdote Don Leto Casini. Le letture hanno guidato il pubblico in un percorso emotivo di ricordo e testimonianza.
Il Giardino dei Giusti all’interno della manifestazione Dal Bosco e dalla Pietra
La cerimonia si è inserita nella più ampia programmazione della trentunesima edizione di Dal Bosco e dalla Pietra manifestazione che si svolge nelle domeniche dell’11 e del 18 ottobre. Il festival celebra le tradizioni gastronomiche e artigianali del territorio, con stand di prodotti tipici, mercati di marroni, dimostrazioni di lavorazione della pietra e concerti itineranti. Tra i momenti di rilievo, il 9 ottobre è prevista una “Degustazione in giardino” di formaggi e vini; il 10 ottobre, “Suoni di pietra” nella porta fiorentina; l’11 ottobre, oltre all’inaugurazione del Giardino, l’inizio della “Frequenza Bolla” a Piazza Agnolo e la proiezione del documentario “Il filo rosso” al Cinema DOP. L’intera iniziativa mette in luce come la memoria storica possa convivere con la vitalità del presente, trasformando la città in un luogo di incontro tra passato e futuro.
Impatto sulla comunità e prospettive future
L’apertura del Giardino dei Giusti è stata accolta con emozione dai cittadini, che hanno partecipato numerosi per rendere omaggio ai protagonisti della Resistenza. Le autorità locali hanno espresso l’intento di mantenere il sito come punto di riferimento per attività educative, con visite guidate nelle scuole e iniziative di educazione alla pace. La speranza è che, anno dopo anno, il giardino diventi non solo un memoriale, ma anche uno spazio vivente dove la memoria fotografica e le storie raccontate possano ispirare nuove generazioni a scegliere la solidarietà anche nei momenti più difficili.



