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Firenze: il Tar sulla locazione breve, Palazzo Rimbotti si trasforma

Il Tar mantiene gli affitti brevi in centro a Firenze, mentre Palazzo Rimbotti si prepara a diventare un resort di lusso con 17 unità esclusive.

Firenze: il Tar sulla locazione breve, Palazzo Rimbotti si trasforma

Firenze è al centro di due vicende che stanno ridefinendo il panorama immobiliare della città: una decisione del Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) che consente di mantenere gli affitti brevi in un edificio storico, e la trasformazione di Palazzo Rimbotti in un lussuoso complesso di branded residences finanziato da UniCredit. Entrambe le notizie hanno un impatto diretto su residenti, turisti e investitori, e mostrano la tensione tra regolamentazione urbana e interessi di mercato.

Decisione del Tar sugli affitti brevi a Firenze

Il 13 ottobre 2026 il Tar ha emesso una sentenza che autorizza la prosecuzione degli affitti turistici in un palazzo situato in Piazza dei Cerchi, nel cuore della città. La pratica edilizia aveva infatti presentato la domanda prima dell’entrata in vigore del blocco imposto dal Comune su nuova locazione breve. I giudici hanno ribadito la legittimità della pratica, sostenendo che la normativa di blocco non può retroagire su progetti già avviati. La decisione permette ai proprietari di continuare a affittare le unità a turisti, mantenendo un flusso di reddito che altrimenti sarebbe stato interrotto.

Motivazioni del giudice

Nel motivare il provvedimento, il Tar ha sottolineato che la normativa comunale è stata introdotta per contrastare la speculazione, ma che non può pregiudicare diritti già consolidati. L’autorizzazione è quindi riconosciuta solo per le unità che avevano già avviato le procedure entro la scadenza del blocco. La sentenza punta a creare un equilibrio tra la tutela del patrimonio abitativo locale e la tutela di chi, legittimamente, ha investito in strutture destinate al turismo.

Palazzo Rimbotti: da edificio storico a resort di lusso

Nel frattempo, Palazzo Rimbotti, situato in Piazza degli Antinori all’incrocio con Via dei Tornabuoni, è stato scelto per un ambizioso progetto di riqualificazione. UniCredit ha messo a disposizione un finanziamento ipotecario di 39,8 milioni di euro a favore di Tortoise S.r.l., società di investimento immobiliare con capitali internazionali. Il piano prevede la conservazione degli spazi commerciali al piano terra e la realizzazione di 17 branded residences di lusso, dotate di spa, palestra, lounge e servizi tipici di un hotel a cinque stelle.

Chi controlla l’operazione

L’operazione è sostenuta da un gruppo di investitori con sede a Singapore, tra cui Scr Capital e M45 Capital Partners, che detengono complessivamente più dell’85% delle quote. La holding lussemburghese Tortoise è amministrata da Eland Kwee, co-fondatore di M45, e da altri soci di rilievo come Oliviero Bottinelli e Anil Thadani. La presenza di Progenia, società immobiliare fiorentina, garantisce la gestione tecnica e il project management, mentre Orincap fornisce consulenza su asset management e struttura finanziaria.

Il progetto è stato approvato con una SCIA regolare e beneficia della moratoria prevista per gli alloggi già destinati a locazioni turistiche entro il 2024. Secondo il Comune, le unità resteranno con destinazione residenziale, ma potranno operare come affitti turistici fino al 31 maggio 2028, data entro la quale sarà necessario richiedere un’autorizzazione quinquennale per continuare l’attività.

Le branded residences di Palazzo Rimbotti saranno associate a un marchio internazionale di ospitalità di lusso, garantendo standard elevati di design, assistenza e spazi comuni. Questo modello risponde a una crescente domanda di esperienze abitative esclusivamente curate, ma solleva anche interrogativi sulla coesistenza tra turismo di lusso e la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili per i residenti fiorentini.

Il dibattito è animato da gruppi civici come “Salviamo Firenze”, che denunciano il rischio di trasformare la città in un “parco per ricchi”. Secondo il portavoce del comitato, mentre un trilocale può costare più di 1.500 euro al mese, le nuove residenze di pregio puntano a clienti disposti a pagare cifre molto più elevate, creando una netta differenziazione tra i residenti e i turisti di lusso. La vicenda pone

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