Da metà ottobre le aule dell’Istituto comprensivo Publio Virgilio Marone, insieme ai plessi Trinacria e Tomaselli, sono rimaste inattive a causa di una presunta contaminazione da legionella. La decisione, comunicata dalla dirigente Serena Roccaro, ha comportato la sospensione delle lezioni per più di una settimana, lasciando circa 1.200 alunni a casa e creando un clima di incertezza nella zona di via Valdemone, via Trinacria e via Abruzzi.
Chiusura dei plessi Marone, Trinacria e Tomaselli e stato delle analisi
Le strutture scolastiche sono state messe in stop fino a nuova comunicazione, nonostante le autorità sanitarie locali non abbiano ancora diffuso i risultati definitivi degli esami sull’acqua. In alcuni condomini adiacenti le famiglie hanno provato a far eseguire test privati, riscontrando valori di legionella che superano di gran lunga la soglia di sicurezza. Un caso particolarmente grave è stato registrato in un edificio di via Galilei, con 180 unità di batterio, e nelle vicinanze del plesso Trinacria è stato rilevato un picco di 52.000 unità per microgrammo, ben oltre il limite consigliato di 1.000.
Risultati dei campionamenti e livelli di contaminazione
Le analisi ufficiali, eseguite dall’Azienda Sanitaria Provinciale, non hanno ancora fornito un quadro chiaro. Alcuni uffici tecnici hanno confermato l’assenza di contaminazione negli allacciamenti idrici principali, mentre i campioni prelevati direttamente all’interno dei plessi indicano concentrazioni estremamente elevate. Il valore di coliformi rilevato nella sede centrale di via Valdemone è anch’esso superiore al limite consentito, impedendo una riapertura immediata. L’intervento di iperclorazione, adottato in via Galilei, è stato l’unico provvedimento finora attuato.
Reazioni dei genitori e richieste di didattica digitale
Il Consiglio d’Istituto, attraverso la componente genitoriale, ha invocato l’attivazione della didattica digitale integrata (Ddi). Una nota firmata dai rappresentanti dei genitori indica che la preside sta valutando la convocazione di un collegio dei docenti straordinario per definire modalità alternative di studio. Tuttavia, la maggior parte dei familiari ritiene insufficiente l’opzione digitale, soprattutto per i bambini della scuola primaria, temendo impatti negativi sulla motivazione e sul benessere psicologico.
Procedura per la Ddi e ostacoli incontrati
Il regolamento interno della scuola prevede la possibilità di ricorrere alla Ddi solo in caso di emergenze comprovate, ma la normativa regionale attuale non contempla esplicitamente una situazione di contaminazione idrica. Questa lacuna ha alimentato il dissenso tra i genitori, i quali chiedono al Comune e all’Azienda Sanitaria di definire in tempi rapidi protocolli chiari, garantendo l’accesso a piattaforme online, materiale didattico e supporto tecnico per le famiglie.
Pressioni politiche e richieste di intervento pubblico
Diversi gruppi di opposizione al Consiglio comunale hanno sollevato la questione, denunciando un aumento dei casi di legionella e la mancanza di risposte operative da parte del Comune, dell’Asp e dell’Amap. I consiglieri hanno richiesto campionamenti straordinari sulla rete idrica pubblica a Monte dei contatori dei plessi e dei condomini limitrofi, oltre a linee guida sanitarie trasparenti per i cittadini.
Domande ai soggetti istituzionali
Le richieste formali, inviate il 8 ottobre e successivamente sollecitate, chiedono una rapida bonifica, la pubblicazione dei dati di analisi e l’avvio di misure preventive per evitare ulteriori contaminazioni. Fino a quando non arriveranno risposte concrete, genitori, alunni e residenti si trovano a dover gestire l’incertezza quotidiana, con ripercussioni sulla vita familiare, lavorativa e sulla continuità educativa dei bambini.



