18 Ottobre 2026 🌧 22° Allerta arancione · vento · fino 20 Ottobre 23:59

Tenda in piazza della Signoria per denunciare gli affitti da 627 euro

Studenti e sindacati si riuniscono a Firenze per denunciare il caro affitti e chiedere una casa come diritto, non come prodotto commerciale.

Tenda in piazza della Signoria per denunciare gli affitti da 627 euro

Domenica 18 ottobre la città di Firenze è tornata al centro del dibattito nazionale sulla crisi abitativa. Il sindacato studentesco Udu insieme ad altre realtà giovanili, ha allestito una tenda nella storica piazza della Signoria per attirare l’attenzione sul costo della vita che grava sui giovani che studiano fuori sede. L’intervento, che ha preso il via alle 11, prevede anche un raduno più ampio previsto per le 14, con l’obiettivo di spingere il governo a intervenire concretamente sul mercato immobiliare.

Protesta in piazza della Signoria: la tenda degli studenti di Udu

Davanti al Palazzo Vecchio sul lato di via dei Gondi, sono state erette le tende che ospitano diversi studenti e portano cartelli con la frase chiave “Il diritto all’abitare non è un business”. Oltre alla presenza fisica, i manifestanti hanno distribuito volantini che espongono dati recenti sul mercato locativo fiorentino. Secondo l’indagine estiva di Insights, il canone medio di una camera singola è di 627 euro al mese corrispondenti a 7.524 euro all’anno con un aumento del 3,3 % rispetto all’anno precedente, nonostante l’offerta di stanze sia cresciuta del 95,2 %. Queste cifre illustrano come la speculazione immobiliare abbia superato di gran lunga le dinamiche di domanda-offerta.

Il peso del caro affitti a Firenze

Per molti giovani, il costo dell’alloggio rappresenta la voce più gravosa del bilancio mensile, a cui si aggiungono spese per bollette, alimentazione, trasporti e materiale universitario. Una studentessa magistrale, proveniente da Torino, ha raccontato di aver pagato per anni 500 euro per una stanza in condivisione, a malapena sufficiente a coprire le spese di base. Alcuni sono costretti a vivere fuori città, affrontando ulteriori costi di trasporto per raggiungere le lezioni, mentre altri rinunciano del tutto al trasferimento a Firenze, considerando il mercato immobiliare una barriera insormontabile alla continuità degli studi.

Le richieste del sindacato studentesco e le mobilitazioni collegate

Udu propone una serie di interventi mirati: aumentare gli investimenti nell’edilizia pubblica introdurre un tetto agli affitti per le stanze studentesche e riformare le politiche abitative affinché la casa sia riconosciuta come diritto essenziale. La protesta di oggi si inserisce nella più ampia campagna nazionale “Cara Italia, quanto ci costi?”, che riunisce migliaia di giovani in varie città italiane. Gli organizzatori, tra cui Gabriele, hanno sottolineato che il manifestarsi è un atto pacifista volto a dare voce a una generazione che sente il futuro sempre più distante a causa del crescente carico economico.

Il retroscena delle proteste a Firenze

Il giorno precedente, circa 700 persone avevano marciato da piazza Santa Maria Novella a piazza San Lorenzo, manifestando contro il carovita, gli stipendi bassi e chiedendo un salario minimo una sanità più efficiente e un maggior investimento nella scuola. Queste dimostrazioni erano parte di una ondata di disordini che ha colpito diverse realtà universitarie italiane, evidenziando come la crisi abitativa sia strettamente legata a problemi più ampi del sistema economico e sociale. Gli studenti hanno ribadito che senza una casa dignitosa è impossibile costruire un futuro stabile e partecipare attivamente alla vita della città.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Firenze adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 50 µg/m³