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Il caso Ceccherelli: il leggendario calciante fiorentino e la vicenda Rossi

Il noto calciante fiorentino è al centro di un'indagine su una morte avvenuta nel 2013, ma il suo avvocato smentisce ogni responsabilità.

Il caso Ceccherelli: il leggendario calciante fiorentino e la vicenda Rossi

Gabriele Ceccherelli, noto in tutta Firenze con il soprannome ‘lo Zena’ è un personaggio emblematico del calcio storico. Nato più di settanta anni fa, ha trascorso gran parte della vita nella squadra degli Azzurri di Santa Croce indossando la maglia azzurra tradizionale. Oltre al ruolo di atleta, è stato attivo come venditore ambulante e come buttafuori nei locali notturni della capitale toscana, guadagnandosi la reputazione di uomo forte e rispettato.

Le accuse della commissione parlamentare

Una commissione d’inchiesta istituita dal Parlamento ha avviato un’indagine sul decesso avvenuto nel 2013 di David Rossi, responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena. Due detenuti calabresi, ora sotto custodia, hanno dichiarato di aver sentito il nome di Ceccherelli in relazione a una “minaccia finita male”. Secondo i verbali, il vecchio calciante avrebbe dovuto organizzare una spedizione a Siena per intimidire Rossi, su ordine dell’allora presidente della banca, Giuseppe Mussari.

Il presunto piano di intimidazione

Le testimonianze indicano che la missione avrebbe previsto l’attesa di ulteriori complici in un vicolo all’uscita dell’ufficio di Rossi. L’obiettivo, descritta dalla commissione, era quello di creare pressione sul dirigente bancario. Tuttavia, la caduta dal balcone – definita “incidente di percorso” – sarebbe avvenuta in maniera inattesa, trasformando l’operazione in un omicidio. Il presidente della commissione, Gianluca Vinci, ha espresso la convinzione che Ceccherelli abbia svolto il ruolo di organizzatore e esecutore della “spedizione punitiva”.

La difesa di Gabriele Ceccherelli

Ceccherelli ha respinto categoricamente le accuse, dichiarando: \”non so niente, non conosco nessuno di questa vicenda\”. Ha precisato che l’unica volta in cui ha messo piede a Siena è stato per acquistare un paio di scarpe. L’uomo si è affidato all’avvocato Federico Bagattini, il quale ha sottolineato che il suo assistito “ricusò assolutamente questa accusa”. La commissione non ha ancora fissato una data per l’udienza, ma i materiali raccolti sono stati inviati alle procure di Firenze e di altre città.

‘Lo Zena’ nella cultura fiorentina

Il soprannome deriva dal nonno, originario di Genova, dove “Zena” è la pronuncia locale del nome della città. In città, il nome di Ceccherelli è sinonimo di calcio storico e di vita notturna: ha lavorato in numerosi locali come addetto alla sicurezza, incrociando le strade di molti frequentatori. La sua figura è così radicata che, anche nei quartieri di Rifredi e Novoli, viene citato come “istituzione”. Questo legame profondo con la tradizione fiorentina rende le accuse particolarmente sensibili per la popolazione locale.

Stato attuale dell’inchiesta

Il dossier è stato trasmesso a più procure, inclusa quella del capoluogo toscano, affinché possano valutare la fondatezza delle testimonianze. Nel frattempo, il caso riaccende l’attenzione su un presunto intreccio tra la banca di Siena e ambienti legati al calcio storico. Se confermati, i fatti potrebbero dare nuovo impulso alle indagini sulla presunta infiltrazione della criminalità organizzata nella finanza italiana.

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