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Lutto nel Mugello per la scomparsa del direttore Paolo Martelli

Una testimonianza intensa sulla vita, le prove e gli ultimi gesti musicali del maestro Paolo Martelli, che ha lasciato il segno nel Coro Alpino del Mugello.

Lutto nel Mugello per la scomparsa del direttore Paolo Martelli

Il Paolo Martelli, direttore del Coro Alpino del Mugello, è venuto a mancare nella mattinata di domenica 25 ottobre, lasciando un vuoto profondo nella comunità musicale del Mugello. La notizia è stata accolta con grande commozione da tutti i coristi, amici e familiari, che hanno iniziato subito a ricordare quattro anni di impegno, passione e dedizione. Il suo spirito, ancora vivo nelle ultime prove, continua a guidare chi ha avuto la fortuna di cantare sotto la sua direzione.

Gli ultimi spettacoli di Paolo Martelli

Il 13 ottobre a Cornacchiaia il Coro Alpino del Mugello si è esibito in un concerto che è stato definito l’ultimo in presenza del maestro. Il giorno successivo, a Pistoia, il coro si è unito a quello di Feltre per una serata di canti alpini e liturgici, con Aldo Speranza, direttore del Coro di Feltre, che ha condiviso il podio. Un momento particolarmente toccante è avvenuto durante l’esecuzione di “Benia Calastoria”, quando Speranza ha avvolto Paolo in un abbraccio, dirigendo il brano “a quattro mani”. Questo gesto ha anticipato, in maniera dolce-amara, l’addio definitivo.

Il concerto all’Hospice Le Oblate il 20 ottobre

Il martedì 20 ottobre, grazie alla disponibilità di medici, infermieri, OSS e volontari dell’Hospice Le Oblate, il coro ha potuto realizzare il desiderio di Paolo: un breve concertino a favore degli ospiti e del personale. La performance, seppur imperfetta, è stata carica di emozione e di gratitudine per la possibilità di cantare in un luogo dove la solidarietà è di casa. L’evento ha permesso a tutti di condividere l’ultimo atto creativo del loro maestro, trasformando la stanza in una vera “famiglia” di suoni.

Funerali e ricordo permanente

Il funerale si è tenuto martedì 27 ottobre alle 11.00 nella pieve di Borgo San Lorenzo; la salma è stata esposta alla Misericordia di Borgo San Lorenzo per permettere a tutti di rendere omaggio. Durante la cerimonia, le voci dei coristi hanno cantato “Il Signore delle Cime” in onore del loro condottiero, facendo rivivere la sua presenza attraverso il canto. L’intera comunità ha sperimentato un profondo senso di unità e di rispetto per l’eredità lasciata.

L’eredità di un maestro

Oltre al ruolo di direttore, Paolo è stato un esempio di eleganza, integrità morale e bonomia, caratteristiche tipiche di un vero gentiluomo. La sua capacità di elevare il repertorio, di distribuire spartiti, di insistere sulla concentrazione e di trasmettere passione ha fatto sì che i risultati nascessero dal rispetto per la musica stessa. I ricordi dei coristi, ancora freschi, parlano di un maestro sempre presente, anche quando la salute lo tradiva, e di un amico che ha saputo inserire i nuovi membri tra i migliori baritoni, senza mai farli sentire inesperti.

Un messaggio di amore e di canto

Le parole del Vangelo lette nella liturgia del giorno della sua morte risuonano ancora: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore… e il tuo prossimo come te stesso”. Paolo ha incarnato quell’insegnamento, mostrando amore per la famiglia, gli amici, la musica e le montagne della sua amata Elba. Il suo ricordo resterà vivo nelle prove, nei concerti e, soprattutto, nei cuori di chi ha condiviso con lui il pentagramma della vita.

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