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Morte di Giovanni Gentile, fondatore de Le Lettere a Firenze

Giovanni Gentile, anima di Le Lettere e volto di Confindustria Firenze, è scomparso a 88 anni lasciando un’eredità di cultura e impresa.

Morte di Giovanni Gentile, fondatore de Le Lettere a Firenze

Firenze si è svegliata domenica notte con una notizia che ha colpito profondamente il mondo dell’editoria e dell’imprenditoria locale: Giovanni Gentile, fondatore della casa editrice Le Lettere e presidente di Confindustria Firenze, è venuto a mancare all’età di 88 anni. La sua scomparsa è avvenuta nella sua dimora fiorentina, dove aveva trascorso gran parte della sua vita dedicandosi a libri, imprese e istituzioni.

Una carriera che ha attraversato sei decenni di editoria italiana

Nasce a Firenze il 29 luglio 1938 e si diploma in Lettere all’Università della città con una tesi sulla storia medievale, discussa sotto la guida di Ernesto Sestan. Negli anni ’60, dopo esperienze formative in case editrici inglesi e francesi, rientra in Italia per entrare a far parte della Sansoni, l’impresa di famiglia. Qui ricopre ruoli di crescente responsabilità, fino a divenire direttore generale, riorganizzando le reti di vendita e avviando la collaborazione con l’Istituto Geografico De Agostini per la produzione di grandi opere scientifiche.

La nascita di Le Lettere

Nel 1976 Giovanni Gentile lancia Le Lettere, una casa editrice che si propone di custodire la tradizione umanistica della Sansoni, ma con un catalogo autonomo di circa 1 500 titoli, spaziando da saggi storici a collane di arte e design. Parallelamente, sviluppa la società Licosa, specializzata nella distribuzione, importazione ed esportazione di libri e riviste, che negli anni ’90 diventa una delle principali realtà europee del settore.

L’imprenditore al vertice di Confindustria Firenze

Nel 2007, la sua leadership si estende al mondo industriale con l’elezione a presidente di Confindustria Firenze. Da questa carica, Gentile promuove la visione secondo cui cultura e economia non sono ambiti separati, ma risorse complementari per lo sviluppo locale. Tra le sue battaglie più note vi sono le proposte per una legge speciale a favore di Firenze, la spinta al potenziamento dell’aeroporto Amerigo Vespucci e la difesa della terza corsia dell’autostrada A11.

Impegno civico e culturale

Oltre alle iniziative imprenditoriali, Giovanni Gentile è stato consigliere dell’Associazione Amici degli Uffizi, del Gabinetto Vieusseux, di Casa Buonarroti e ha ricoperto la presidenza della Banca Federico Del Vecchio. Ha sostenuto anche progetti di arte contemporanea, come l’intervento provocatorio in Piazza Santa Croce, dove un prato artificiale e una colonna classica spezzata hanno alimentato dibattiti sulla relazione tra storia e arte contemporanea.

Il retaggio familiare e le testimonianze

Figlio di Federico Gentile e nipote del celebre filosofo Giovanni Gentile, la sua biografia è segnata da un episodio drammatico: il nonno fu assassinato dai partigiani del GAP nel 1944. Nonostante il dolore, Gentile ha sempre tenuto una distanza politica, concentrandosi sulla promozione della cultura. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, lo ha definito “un uomo di raffinata cultura e custode della memoria culturale fiorentina”. Il funerale si è svolto martedì 3 novembre alle 11 nella basilica di San Miniato al Monte, a cui hanno partecipato autorità, editori e amici.

Lascia la moglie Nicoletta, la figlia Letizia e una sorella omonima. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca in cui la cultura veniva gestita come un vero motore di crescita economica, e rimane un monito per le generazioni future su quanto sia possibile coniugare passione intellettuale e capacità imprenditoriale.

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