9 Giugno 2026 ☀ 29°

Empoli: il Comitato Stop 5G raccoglie fondi dopo la condanna per le spese processuali

Dopo due anni di battaglie, il Comitato Stop 5G Empoli non si arrende e lancia una nuova raccolta fondi per sostenere i cittadini condannati al pagamento delle spese processuali.

Empoli: il Comitato Stop 5G raccoglie fondi dopo la condanna per le spese processuali

La vicenda dell’antenna di telefonia mobile installata in via Chiassatelle a Empoli continua a tenere banco. A due anni dalla protesta del maggio 2026il Comitato Stop 5G Empoli torna alla carica dopo la notifica delle spese processuali ai ricorrenti.

Il Comitato denuncia un ‘palese inganno‘ nella comunicazione dell’installazione dell’impianto e accusa il Comune di accanimento nei confronti dei cittadini. Nonostante la condanna, gli attivisti non intendono arrendersi e annunciano una nuova raccolta fondi.

La protesta del maggio 2026 e l’installazione dell’antenna

Tutto ebbe inizio nel maggio 2026quando un’antenna di telefonia mobile spuntò improvvisamente su un palazzo di via Chiassatelle nel quartiere Borgo. La comunità locale rimase sconvolta dalla mancanza di trasparenza e dalla comunicazione inadeguata da parte del Comune.

Il cartello di cantiere era illeggibile e la comunicazione ufficiale parlava di un ‘Rifacimento del lastrico solare‘, nascondendo così la vera natura dei lavori. Questa mancanza di chiarezza scatenò l’indignazione dei residenti, che si mobilitarono immediatamente.

Le precedenti battaglie del Comitato

Il Comitato Stop 5G Empoli non è nuovo a simili proteste. Già nel 2026i residenti di Borgo erano riusciti a evitare l’installazione di un’antenna da terra in via Pulidoriun’area già afflitta da gravi problemi di incuria. Questa vittoria aveva rafforzato la determinazione del Comitato a combattere contro l’installazione di nuove antenne.

Il ricorso al TAR e la condanna

Dopo l’installazione dell’antenna in via Chiassatelle, alcuni residenti presentarono richiesta di accesso agli atti e, successivamente, un ricorso al TAR Toscano. La causa durò circa un anno e vide la nuova Giunta comunale sostenere la legittimità delle scelte adottate, contrapponendosi alle richieste delle famiglie ricorrenti.

La sentenza, emessa nel luglio scorsofu sfavorevole ai ricorrenti e dispose il pagamento delle spese processuali in favore del Comune e della società di telefonia, per un importo complessivo di circa 9.000 euro.

La reazione del Comitato

Il Comitato Stop 5G Empoli non si è lasciato scoraggiare dalla condanna. Anzi, ha annunciato che la somma richiesta è già stata raccolta e che proseguirà e intensificherà la sottoscrizione di solidarietà nelle prossime settimane. Questa iniziativa mira a risarcire i ricorrenti e a prepararsi a eventuali ulteriori richieste legate alla vicenda.

Il Comitato ha anche espresso sorpresa per l’accanimento inconsueto del Comune contro i propri cittadini, sottolineando il sostegno espresso da migliaia di residenti empolesi attraverso la sottoscrizione di petizioni contrarie alla proliferazione delle antenne.

I prossimi passi e la solidarietà della comunità

Martedì 19 maggioai ricorrenti è pervenuta l’ingiunzione di pagamento del Comune. Nonostante la condanna, il Comitato non intende arrendersi e ha già raccolto la somma necessaria, prevalentemente con fondi propri e in parte grazie alle sottoscrizioni effettuate dai membri del Comitato.

Il Comitato ha annunciato che intensificherà la raccolta fondi nelle prossime settimane per sostenere i ricorrenti e prepararsi a eventuali ulteriori richieste, come quella di Iliad. La solidarietà della comunità locale rimane forte, e il Comitato è determinato a continuare la sua battaglia contro l’installazione di nuove antenne.

Il Comitato Stop 5G Empoli si è riunito in assemblea alla CdP di Ponterotto il 26 maggio 2026 per discutere i prossimi passi e rafforzare la loro posizione. La lotta contro l’antenna di via Chiassatelle continua, e il Comitato è pronto a difendere i diritti dei cittadini empolesi.

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