Negli ultimi anni Firenze è al centro di due fenomeni che stanno modificando il quotidiano dei residenti e le entrate degli enti locali. Da una parte la pressione sul mercato degli affitti, con canoni in forte crescita che riducono la capacità di spesa delle famiglie; dall’altra il capitolo delle sanzioni per eccesso di velocità, che nel 2026 ha visto un calo complessivo degli incassi nelle principali città italiane ma lascia Firenze al primo posto per introiti.
Affitti: aumento marcato e incidenza sui redditi dei lavoratori fiorentini
Tra il 2019 e il 2026 il canone medio per un appartamento di riferimento a Firenze è cresciuto del 49%portando il valore a circa 1.340 euro al mese per una soluzione standard di 70 metri quadrati. Questo incremento si accompagna a salari che sono aumentati in misura molto più contenuta, con la conseguenza che, secondo le elaborazioni degli osservatori di settore, l’affitto assorbe mediamente il 62% dello stipendio netto in città. È un’incidenza molto alta: solo Milano fa peggio con valori prossimi al 73%.
Effetti sul mercato del lavoro e sulla mobilità professionale
Un affitto che si mangia quasi due terzi del salario ha ricadute concrete: le imprese segnalano difficoltà nel trovare personale disposto a trasferirsi in città e la mobilità professionale si riduce. Il fenomeno è particolarmente acuto nelle città universitarie e turistiche, dove la domanda di alloggi è sostenuta da studenti, lavoratori e visitatori. A questo si somma l’espansione degli affitti breviche riducono l’offerta disponibile per la residenza e innalzano ulteriormente i prezzi.
Bilancio e politiche abitative: proposte per aumentare l’offerta
Le associazioni di categoria e gli attori locali parlano ormai di una vera e propria emergenza economica legata all’abitare. Tra le misure indicate come prioritarie figurano piani per incrementare l’offerta di alloggi a canoni accessibili, incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare inutilizzato e interventi di rigenerazione urbana. Alcune iniziative comunali mirano a regolamentare e restringere gli affitti brevi per recuperare alloggi destinati alla residenza e tutelare la residenzialità del territorio, ma gli operatori sottolineano che senza una cornice normativa nazionale ogni provvedimento locale rischia di avere efficacia limitata.
Autovelox: nel 2026 diminuiscono gli incassi, ma Firenze resta la “capitale” delle multe
Nello stesso periodo, sul fronte delle sanzioni stradali, il 2026 ha mostrato un calo del gettito da autovelox nelle 20 principali città italiane: complessivamente le entrate sono scese dell’8,9% rispetto al 2026, pari a 5,5 milioni di euro in meno, per un totale di circa 56,5 milioni di euro. Nonostante la flessione generale, Firenze continua a registrare il valore più elevato: nel 2026 la città ha incassato circa 19,7 milioni di euro dalle multe per eccesso di velocità.
Variazioni locali e casi estremi
I dati mostrano fisionomie molto diversificate: alcune amministrazioni hanno visto cali significativi, come Roma e Milano, mentre altre hanno aumenti marcati, ad esempio Ancona. Tra le cause indicate per la diminuzione complessiva delle entrate ci sono nuove norme entrate in vigore il 12 giugno 2026 che hanno reso più stringente l’utilizzo degli strumenti elettronici e sentenze della Cassazione che hanno annullato sanzioni elevate con apparecchi non omologati, spingendo molti comuni a disattivare dispositivi.
Convergenze e contraddizioni: cosa comportano i due fenomeni per la città
Il quadro fiorentino mette in luce una contraddizione: da un lato la città accumula risorse significative attraverso le sanzioni, dall’altro i residenti soffrono per il costo degli alloggi. Le entrate da multe possono contribuire al bilancio comunale, ma non risolvono la questione strutturale della disponibilità di case a canone accessibile. Inoltre, la pressione turistica e il mercato degli affitti brevi complicano l’equilibrio tra rendita e funzione residenziale della città, con effetti che influenzano la capacità di attrarre e trattenere giovani, lavoratori qualificati e competenze.
Il confronto tra questi dati impone scelte di politica urbana e fiscale che tengano insieme la necessità di entrate per i servizi locali e la tutela della qualità della vita dei residenti. I numeri relativi agli affitti, l’incidenza sul reddito e il ruolo delle sanzioni stradali delineano un mosaico complesso in cui interventi mirati e coordinati appaiono necessari per ristabilire equilibrio economico e sociale.



