In un’epoca in cui la crisi abitativa sta diventando sempre più pressante, la città di Firenze si trova ad affrontare una situazione particolarmente drammatica. Gli affitti stanno raggiungendo cifre esorbitanti, mettendo in difficoltà soprattutto gli anziani che, dopo una vita di lavoro, si trovano a dover lasciare le loro case.
La storia di Marisa e Alvaroentrambi di 82 anni, è emblematica di questa situazione. Da cinquanta anni vivono in un appartamento di 70 metri quadrati nella zona di via Gioberti. Una casa che è diventata il loro rifugio, il loro guscio, il loro conforto. Ma ora, dopo mezzo secolo, sono costretti ad andarsene. Il proprietario ha deciso di aumentare l’affitto da 800 a 1.400 euro al mese. Un aumento che per la coppia è insostenibile.
L’aumento degli affitti e gli sfratti per finita locazione
Il caso di Marisa e Alvaro non è isolato. Negli ultimi anni, come raccontano dal Suniail sindacato degli inquilini, gli sfratti per finita locazione stanno crescendo. “Se fino a qualche anno fa la maggior parte degli sfratti avveniva per morosità, adesso succede che la maggior parte degli sfratti avvenga per finita locazione”, spiega Andrea Donato del Sunia. Solo nel 2026, agli sportelli del Sunia sono state gestite 129 famiglie sotto sfratto per finita locazione, una settantina quelle per morosità. Nei primi 5 mesi del 2026 sono stati 50 quelli per finita locazione, 10 per morosità.
I proprietari aumentano il costo dell’affitto per stare in linea col mercato, talvolta perché vogliono destinare il loro appartamento agli affitti brevi. Tra le storie anche quella di una famiglia di origine albanese che vive in zona Gavinana, marito e moglie lavoratori e due figli, che hanno vissuto per dodici anni in questa casa in affitto di 80 metri quadrati che adesso è passata da 800 euro mensili a 1.300 euro.
La situazione abitativa in Toscana
La Toscana presenta i valori più elevati tra tutte le regioni dell’Italia centrale quanto al canone di affitto, con 18,8 euro al metro quadrato. Un dato che rende ancora più difficile la situazione per gli anziani e le famiglie in difficoltà. Inoltre, in Toscana risultano non assegnabili 4.763 alloggi Erp, pari al 9,5% del patrimonio complessivo. Una quota quasi doppia rispetto al Lazio (4,75%) e solo leggermente inferiore a quella registrata in Emilia-Romagna (10,8%) e nelle Marche (10,35%).
La domanda abitativa rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’analisi. La Toscana, nell’Italia centrale, registra quasi ventimila famiglie in graduatoria Erp, superando persino il Lazio, che dispone di un patrimonio abitativo pubblico molto più ampio. Solo l’Emilia-Romagna presenta una situazione più critica, con quasi 30 mila famiglie in attesa di una casa popolare.
Le richieste di intervento
La casa è sempre più un’emergenza. Regione e Sunia chiedono un intervento del governo. “In Conferenza delle Regioni tutti hanno riportato le criticità evidenti” del piano casa, dice l’assessora toscana Alessandra Nardini intervenendo l’assemblea interregionale del Sunia. “Le risorse non sono sufficienti”. Critico verso il Governo anche Fabio Seggiani, segretario del Sunia Toscana e Firenze, come la segretaria nazionale Cristina Piastrelli: “Vendendo le case popolari, come pensiamo di andare poi a risolvere l’emergenza?”
La situazione abitativa a Firenze è ulteriormente complicata dalle recenti decisioni del Comune. È stato approvato un provvedimento che vieta gli affitti brevi anche nelle zone periferiche. Una decisione che, se da un lato mira a contrastare il fenomeno degli affitti turistici, dall’altro rischia di penalizzare i piccoli proprietari. “Non ho gradito i tempi e le modalità con cui è stata frettolosamente portata in aula la delibera”, spiega il vicepresidente del consiglio comunale, lato Fratelli d’Italia, Alessandro Draghi. “L’emergenza abitativa non può ricadere sui privati”.
La protesta contro la delibera ha visto la partecipazione di oltre 400 persone in piazza della Signoria. “Il settore degli affitti brevi”, spiegano i promotori del Coordinamento 4 Giugno, “coinvolge ormai migliaia di famiglie fiorentine e rappresenta una componente importante dell’economia cittadina. È sbagliato indicarlo come il principale responsabile del problema abitativo. Esiste certamente un tema casa e un disagio abitativo, che non va sottovalutato. Ma la risposta non può essere quella di limitare la proprietà privata o colpire i piccoli proprietari”.



