Verbania (Verbano-Cusio-Ossola), 22 maggio 2026 — La 13ª tappa del Giro d’Italia è stata teatro di un attacco memorabile: Alberto Bettiol, il corridore di Castelfiorentino, ha trasformato una fuga coraggiosa in vittoria, conquistando la sua nona affermazione tra i professionisti. Sul traguardo di Verbania la gioia è esplosa non solo per lui ma anche per gli sportivi del suo paese, riuniti nei circoli locali per seguire la corsa e festeggiare insieme. La conquista è arrivata grazie a un’azione potente sul GPM dell’Ungiasca e a una discesa finale controllata verso il Lago Maggiore.
La tappa e l’azione decisiva
La frazione si è animata nella seconda parte quando i battistrada hanno affrontato la salita decisiva: sul GPM dell’Ungiasca Bettiol ha accelerato con convinzione, staccando gli avversari e costruendo un margine che è cresciuto chilometro dopo chilometro. Il toscano, in maglia XDS Astana Team, ha affrontato la discesa con lucidità, mantenendo un vantaggio che ha sfiorato i 30 secondi nell’ultimo tratto verso Verbania. L’arrivo è stato corredato dal calore della folla e da gesti di affetto: l’abbraccio con la fidanzata Lisa, che vive proprio a Verbania, e la dedica con il dito al cielo per Marcello Massini hanno aggiunto significato alla vittoria.
Fasi decisive e classifica di tappa
Il momento chiave è stato lo scatto sul versante inedito dell’Ungiasca: Bettiol ha risposto agli scatti e poi ha imposto il proprio ritmo, lasciando dietro di sé corridori del valore di Andreas Leknessund e Jasper Stuyven. L’ordine d’arrivo ufficiale ha visto Bettiol primo in 3h51’33”, Leknessund secondo a +26″ e Stuyven terzo a +44″. Il gruppo della maglia rosa è giunto con un ritardo consistente: la classifica generale non ha subito cambiamenti rilevanti nella top-10, ma la tappa ha aggiunto emozione e imprevedibilità al percorso.
La carriera e i numeri di Bettiol
Il successo di Verbania va inquadrato in una carriera costruita su qualità e selezione: Bettiol ha vinto “poco ma bene”, raccolto atti di grande valore e dimostrato nel tempo un carattere da attaccante. Questa affermazione rappresenta la nona vittoria tra i professionisti, con in palmarès corse prestigiose come il Giro delle Fiandre 2019, la tappa al Giro d’Italia a Stradella (2026), il titolo italiano conquistato a Sesto Fiorentino nel 2026 e la Milano-Torino dello stesso anno. Prima ancora, nelle categorie giovanili, Bettiol si era distinto vincendo tappe e competizioni importanti come il Giro della Lunigiana e il titolo europeo a cronometro juniores a Offida.
Lo stile del corridore
Definito da più parti un atleta “all’antica”, Bettiol preferisce le sensazioni alla sola lettura dei dati: la sua capacità di scegliere il momento giusto per l’attacco e di gestire l’effort in solitaria lo rendono pericoloso nelle frazioni miste e nelle giornate con salite non troppo lunghe ma incisive. La vittoria a Verbania è arrivata anche grazie al lavoro di squadra e alla fiducia del team: il passaggio in maglia XDS Astana Team ha portato nuova motivazione, mentre il rapporto con lo staff e con gli ex direttori sportivi, nominati spesso nei suoi ringraziamenti, sottolinea l’importanza del sostegno umano oltre a quello atletico.
La festa a Castelfiorentino e il valore emotivo
A poche centinaia di chilometri dall’arrivo, a Castelfiorentino la vittoria è stata seguita con entusiasmo: al Circolo Il Bastione e in altri locali si sono radunati amici, tifosi e familiari per assistere alla frazione in diretta. La scena del dopo gara — la commozione di Bettiol, gli abbracci con i genitori e la dedica a Marcello Massini — ha trasformato un successo sportivo in un momento collettivo. Per il paese si tratta di un orgoglio che valorizza la storia ciclistica locale e l’impegno di chi, come Massini, ha contribuito alla crescita dei giovani atleti.
Significato per il corridore e per il pubblico
Questa vittoria assume più livelli di lettura: da un lato è il risultato concreto di una condizione ritrovata e di una scelta tattica azzeccata; dall’altro è un racconto emotivo che unisce ricordi personali e riconoscimenti pubblici. Per Bettiol, salire sul traguardo di Verbania e poter condividere il momento con la famiglia e la sua compagna rappresenta un’immagine che resterà nei suoi ricordi professionali. Per il pubblico di Castelfiorentino è la conferma del legame tra il territorio e il ciclismo, un motivo di festa che arricchisce la tradizione sportiva locale.
In sintesi, la tappa di Verbania ha regalato un’impresa tattica e emozionale: Alberto Bettiol ha messo la sua firma in un luogo che considera quasi una seconda casa, ha rinnovato la sua storia di corridore attaccante e ha acceso la gioia della sua comunità. La corsa continua, ma questa pagina rimarrà tra le più memorabili della sua carriera.



