10 Settembre 2026 ☁ 21°

Caldo africano e afa senza tregua: perché Firenze figura tra le città peggiori per clima

Firenze è tra le città italiane più colpite dall'ondata di caldo africano: afa persistente, poche brezze e numeri che mostrano giorni con percezioni termiche oltre i 32°C rendono difficile la vita quotidiana.

Caldo africano e afa senza tregua: perché Firenze figura tra le città peggiori per clima

Negli ultimi periodi Firenze si trova al centro di un forte stress climatico: una massa d’aria calda di origine africana ha portato temperature elevate, alta umidità e assenza di ventilazione nelle ore serali. Questo mix rende particolarmente difficile il sollievo notturno e aumenta il disagio per residenti e turisti nel centro storico, dove pietre e asfalto trattengono il calore.

Analisi recenti sui parametri di vivibilità mostrano come fattori quali giorni con temperature percepite superiori ai 32°C ondate prolungate di caldo e poche ore di brezza notturna contribuiscano a una valutazione negativa del clima urbano. Le conseguenze si riscontrano non solo nel comfort quotidiano ma anche nella salute pubblica e nei servizi urbani.

Indicatori climatici: i dati che fotografano l’afa a Firenze

I dati disponibili indicano che nel corso dell’ultimo anno Firenze ha registrato un numero consistente di giornate con calore percepito elevato: sono stati contati 58 giorni con percezioni termiche pari o superiori ai 32°C e 42 giorni definiti come di caldo africano cioè con massime reali oltre i 34°C. Questi valori risultano più che doppi rispetto alla media di riferimento, che si attesta su 17 giorni, e rendono evidente come il capoluogo toscano sia esposto a un livello di stress termico superiore alla norma.

Andamento delle ondate di calore e durata dell’esposizione solare

Le ondate di calore, pur mostrando una tendenza in lieve discesa negli ultimi tre anni, restano un fenomeno ricorrente: sono state contabilizzate 48 ondate con una media di circa 6 ore al giorno di esposizione diretta al sole nelle fasce più calde. Questi numeri spiegano perché, nonostante una flessione nella frequenza rispetto al passato, l’impatto sull’abitabilità rimanga significativo.

Come il tessuto urbano amplifica il disagio: isola di calore e turismo

Il centro storico di Firenze, con le sue vie strette, le facciate in pietra e l’alta densità di persone, incide sul fenomeno dell’isola di calore urbana. Asfalto, edifici e flussi turistici aumentano la capacità della città di trattenere calore, facendo sì che le temperature percepite superino spesso quelle misurate in periferia. La scarsità di brezza notturna impedisce la dispersione del caldo accumulato durante il giorno, provocando notti tropicali che riducono il recupero fisiologico delle persone.

I turisti che affollano le piazze e i monumenti contribuiscono temporaneamente all’aumento della densità antropica, amplificando il problema nei luoghi di maggiore affluenza. Questo insieme di elementi rende più difficile gestire la calura nelle ore di punta e limita le opportunità di sollievo al calar del sole.

Allerta e diffusione del fenomeno: confronto nazionale e internazionale

Il quadro locale si inserisce in una tendenza più ampia che interessa vaste porzioni d’Italia: pianure interne del Centro-Nord, alcune aree della Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna stanno sperimentando picchi che possono raggiungere i 37-38°C nelle giornate più intense. In alcune città il livello di rischio caldo è stato classificato con il cosiddetto bollino rosso segnalando un livello massimo di pericolo per la salute pubblica.

A livello europeo il fenomeno non è isolato: masse d’aria subtropicale provenienti dall’Africa interessano vari Paesi, amplificando le anomalie termiche. Nel contesto nazionale, le proiezioni climatiche indicano per il periodo recente valori medi più elevati rispetto alle medie del passato, con ricadute sulla salute, sui servizi e sulla gestione urbana.

Impatto sulla salute e sui servizi

L’aumento delle temperature e la persistenza delle ondate di calore determinano un incremento del rischio sanitario, soprattutto per categorie vulnerabili come anziani, bambini e persone con patologie croniche. Gli effetti si traducono in maggiori accessi ai servizi sanitari e in una pressione aggiuntiva sui servizi pubblici urbani, compresi i trasporti e la gestione delle aree verdi.

La situazione attuale a Firenze è Comprendere i numeri e i fattori in gioco è necessario per modulare risposte adeguate e per orientare politiche di adattamento che tengano conto della specificità urbana.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Firenze adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 50 µg/m³