10 Settembre 2026 🌧 22°

Caldo record in Italia: temperature estreme e rischio incendi in diverse regioni

L'Italia è in piena emergenza caldo con temperature che raggiungono i 40 gradi al Sud e allarme incendi in diverse regioni. Scopri i dettagli.

Caldo record in Italia: temperature estreme e rischio incendi in diverse regioni

L’Italia è in piena emergenza caldo con temperature che raggiungono picchi record, soprattutto al Sud. Le previsioni indicano che il caldo africano continuerà a investire il Paese, portando con sé non solo disagio ma anche gravi rischi per la salute e l’ambiente.

Le città del Sud sono quelle più colpite, con temperature che sfiorano i 40 gradi. Catania, Siracusa, Benevento e Napoli sono tra le località più calde, ma anche il Centro e il Nord non sono risparmiati. Firenze e Perugia, ad esempio, sono sotto bollino rosso il livello massimo di allarme per il rischio di ondate di calore.

Temperature record e allarme salute

Il sistema nazionale di sorveglianza del caldo, coordinato dal ministero della Salute, monitora quotidianamente 27 città italiane. Firenze e Perugia sono le uniche due città classificate con il bollino rosso già da oggi, lunedì 13 luglio, e fino a mercoledì 15 luglio. Questo livello di allerta indica che le condizioni meteorologiche possono avere effetti negativi sulla salute non solo delle persone fragili, ma anche della popolazione sana.

Le alte temperature possono provocare disidratazione, cali di pressione, peggioramento di alcune patologie croniche e, nei casi più gravi, colpi di calore. Il ministero della Salute raccomanda di bere regolarmente, evitare di uscire nelle ore più calde della giornata e adottare precauzioni anche in casa, come schermare le finestre esposte al sole e favorire il ricambio d’aria nelle ore più fresche.

Rischio incendi e danni ambientali

Con l’ondata di calore, si estende verso il Sud Italia anche il rischio di incendi. La Sardegna, la Sicilia, la Calabria e la Puglia sono tra le regioni più colpite. In Sardegna, ad esempio, sono stati registrati almeno 7 punti di incendio, mentre in Sicilia e Calabria la soglia di allarme è stata innalzata. Il fumo e la minaccia del fuoco vicino alle piste hanno tenuto chiuso per qualche ora l’aeroporto Costa Smeralda di Olbia, con i voli deviati su Cagliari e Alghero.

In Piemonte, i roghi della scorsa settimana hanno distrutto 700mila alberi in un’area complessiva di 900 ettari. La Regione parla di vera e propria catastrofe ecologica e prevede dai 2 ai 5 anni per il ritorno delle prime specie vegetali e dai 50 ai 70 perché gli ecosistemi di conifere, querce e faggi tornino come prima.

Situazione critica in Francia e Spagna

Anche la Francia e la Spagna stanno vivendo una situazione simile. In Francia, il rischio roghi è stato innalzato da elevato a molto elevato. Nel paese sono bruciati già 25mila ettari dall’inizio dell’anno, circa il doppio rispetto a questo punto dell’estate del 2026. La polizia ha arrestato 23 persone sospettate di aver appiccato i fuochi. In Spagna, un incendio in Andalusia ha raggiunto le enormi dimensioni di 6.600 ettari, causando la morte di 12 persone e l’evacuazione di 1.500 abitanti.

L’ondata di calore non risparmia neanche gli eventi sportivi. La decisione di accorciare la tappa odierna del Tour de France di 30 chilometri è stata accolta con sollievo dai ciclisti. È la prima volta che avviene nella storia della gara a causa del meteo. Anche l’erba di Wimbledon è arrivata alla fine del torneo in grande sofferenza a causa del caldo.

L’Italia e l’Europa intera stanno affrontando una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni. Le temperature record, il rischio di incendi e gli effetti sulla salute richiedono comportamenti prudenti e misure di prevenzione adeguate.

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