In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata una priorità globale, l’Italia sta facendo passi da gigante nella lotta allo spreco alimentare. Le città italiane stanno adottando pratiche innovative e coinvolgendo cittadini e aziende in un cambiamento culturale che ha già portato risultati tangibili.
Dai dati di Too Good To Go alle iniziative locali, scopriamo come Milano, Napoli e altre città stanno guidando questa rivoluzione verde, e come anche le piccole comunità stanno facendo la loro parte.
Le città italiane in testa alla classifica antispreco
Secondo i dati di Too Good To Go, Milano si conferma la città italiana più virtuosa nella lotta allo spreco alimentare, seguita da Roma, Firenze, Torino e Bologna. Ma la vera sorpresa arriva dalle città di medie dimensioni: Modena, Reggio Emilia, Rimini, Verona e Padova dimostrano che la cultura antispreco cresce ben oltre le grandi metropoli.
Nel Sud, Napoli è l’apripista con un numero sempre maggiore di attività commerciali e cittadini coinvolti. Questi dati riflettono un cambiamento culturale in corso, dove la consapevolezza del valore del cibo sta diventando una priorità per sempre più persone.
I numeri dello spreco alimentare in Italia
Ogni anno in Italia finiscono nella spazzatura oltre 8 milioni di tonnellate di cibo. Un dato allarmante che, tuttavia, può essere invertito con piccoli gesti quotidiani. Dal suo arrivo in Italia, Too Good To Go ha contribuito a salvare più di 33 milioni di pasti, generando un risparmio complessivo di oltre 310 milioni di euro per gli utenti.
Nel 2026, attraverso l’app sono stati recuperati 7,8 milioni di pasti, con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente e oltre 2 milioni di nuovi utenti. Questi numeri dimostrano che la strada verso una maggiore sostenibilità è già in corso.
Il ruolo della filiera nella lotta allo spreco
La lotta allo spreco alimentare non riguarda solo i consumatori, ma coinvolge l’intera filiera agroalimentare. STEF Italia, operatore specializzato nella logistica a temperatura controllata, ha rinnovato il proprio impegno nella lotta allo spreco alimentare attraverso la collaborazione con Pane Quotidiano ETS.
Grazie a una rete di 36 piattaforme logistiche distribuite sul territorio nazionale, STEF svolge il ruolo di facilitatore tra aziende alimentari e organizzazioni solidali, recuperando prodotti perfettamente idonei al consumo che, per ragioni commerciali o logistiche, rischierebbero di essere eliminati.
Il recupero delle eccedenze
La quota di alimenti potenzialmente destinati allo spreco rappresenta circa lo 0,5% dei volumi gestiti da STEF. Una percentuale apparentemente contenuta che, applicata ai grandi flussi della logistica solidale alimentare, corrisponde a quantità significative di cibo recuperabile e redistribuibile.
La collaborazione con Pane Quotidiano non si limita alla gestione delle eccedenze. STEF coinvolge anche clienti e dipendenti in iniziative di volontariato aziendale presso le sedi dell’associazione, promuovendo attività di Corporate Social Responsibility che rafforzano il legame tra imprese, territorio e comunità.
Iniziative locali per sensibilizzare i giovani
A Bergamo, il progetto Spazi_Are del Comune, sostenuto da Regione Lombardia, ha lanciato gli Apericena antispreco nei quartieri di Valtesse Sant’Antonio Valverde. L’iniziativa, organizzata dalla Dispensa Sociale, coinvolge giovani tra gli 11 e i 25 anni nel recupero e nella valorizzazione del cibo.
I ragazzi partecipano attivamente alla selezione, preparazione e cucina degli alimenti, imparando a distinguere ciò che è davvero da scartare da ciò che può ancora essere consumato. Questa esperienza pratica li aiuta a comprendere il valore del cibo e delle risorse impiegate per produrlo.
Gli Apericena antispreco si tengono al CTE di Valtesse Sant’Antonio Valverde e sono aperti a tutti i giovani interessati. L’obiettivo è che questa consapevolezza acquisita si rifletta anche sugli adulti che stanno loro attorno, creando un cambiamento culturale duraturo.



