Il quartiere di San Jacopino è tornato al centro dell’attenzione con un presidio promosso dai residenti per chiedere più sicurezza e misure per contrastare il degrado. L’iniziativa, organizzata dal Comitato Cittadini Attivi San Jacopino e firmata da Simone Gianfaldoni, era stata indetta per sabato 23 maggio 2026 con ritrovo in piazza Luigi Dallapiccola alle ore 15. Circa un centinaio di persone, secondo gli organizzatori, ha partecipato per manifestare la propria preoccupazione dopo una serie di episodi che hanno aumentato il senso di insicurezza fra chi vive e lavora in zona.
Le ragioni della mobilitazione
Alla base del presidio ci sono segnalazioni ripetute di risse, alcune con la presenza di coltelli, e comportamenti ritenuti molesti e pericolosi. I promotori indicano come punto critico il giardino di via Galliano, descritto come una “zona franca” dove si concentrerebbero bivacchi alcolici già nelle ore diurne e scambi sospetti che, secondo i residenti, favorirebbero anche il traffico di droga. Questa concatenazione di fenomeni — tensioni, uso di armi da taglio e spaccate notturne ai danni dei negozi — ha convinto famiglie e commercianti a chiedere un intervento più deciso delle istituzioni locali.
Un luogo sotto osservazione
Il giardino di via Galliano e l’area prospiciente su via Toselli sono indicati come i principali focolai dei problemi: gruppi di persone che consumano alcol, comportamenti molesti e segnalazioni di spaccio. I residenti ricordano che il regolamento di polizia urbana vieta i bivacchi nelle aree pubbliche, ma sostengono che la norma non venga rispettata o fatta rispettare con continuità. In più occasioni, sempre secondo i promotori, i gruppi si sarebbero spostati tra il giardino e la zona davanti al supermercato, creando situazioni di tensione che sfociano in aggressioni e danni materiali.
Gli episodi che hanno innalzato la tensione
Fra gli eventi citati dagli organizzatori c’è l’ennesima rissa di lunedì sera, quando sul posto sarebbero intervenute quattro volanti della Questura e un’ambulanza per soccorrere i coinvolti. Inoltre, si fa riferimento a due episodi di violenza più recenti che hanno generato sdegno e paura tra i cittadini: in un caso sarebbe spuntato un coltello, in un altro si sarebbero registrati danneggiamenti notturni a un supermercato in via Galliano. Per i commercianti, che denunciano di sentirsi allo stremo, la situazione ha tradotto la paura in scelte concrete, come l’autoisolamento temporaneo dei locali per proteggere il personale e la clientela.
Toni e richieste del presidio
Il presidio è stato voluto come manifestazione civile e non politica: i promotori hanno più volte chiesto che l’iniziativa resti priva di simboli o bandiere di partito, ribadendo che la sicurezza è un tema di cittadinanza e convivenza. Le richieste avanzate includono una maggiore presenza delle forze dell’ordine, interventi per la rimozione dei bivacchi e azioni mirate per contrastare il presunto spaccio di stupefacenti. Allo stesso tempo, il comitato sollecita misure di prevenzione sociale per recuperare gli spazi pubblici e restituirli alle famiglie e ai commercianti.
Verso quali soluzioni
Fra le proposte emerse nel corso del presidio ci sono sia misure di ordine pubblico sia interventi di carattere sociale: più pattugliamenti notturni, telecamere nelle aree critiche, ma anche progetti di animazione e riqualificazione degli spazi verdi per scoraggiare l’uso improprio del giardino. Il messaggio principale è però chiaro e ripetuto: i cittadini chiedono che non si sottovaluti l’allarme e che le istituzioni rispondano con azioni concrete, coordinate e continuative per riportare tranquillità e sicurezza nel quartiere.
Il presidio di San Jacopino lascia sul tavolo un appello forte: occorre ripensare la gestione degli spazi pubblici e restaurare la fiducia tra abitanti, commercianti e istituzioni. I promotori hanno annunciato che, se le istanze non riceveranno riscontri, continueranno a seguire la situazione con iniziative di cittadinanza attiva. Nel frattempo, la mobilitazione ha avuto l’effetto di far emergere nuovamente dal tessuto urbano le preoccupazioni di chi vive il quartiere ogni giorno e di sollecitare un dibattito pubblico sulle soluzioni possibili.



