Il 9 ottobre si è svolta la cerimonia nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali, con un focus particolare sul disastro del Vajont del 9 novembre 1963. A Longarone, la cittadinanza si è radunata per commemorare le più di 1.900 persone perdute, tra cui circa 500 bambini e adolescenti, in una giornata ricca di simboli, solidarietà e iniziative che hanno coinvolto anche la storica cittadina toscana di barberino tavarnelle.
Il sindaco di Barberino Tavarnelle, David Baroncelli ha risposto all’invito del collega Roberto Padrin sindaco di Longarone, partecipando attivamente alle celebrazioni. Dopo aver salutato i presenti al centro culturale, Baroncelli ha accompagnato una bambina vestita con la maglia della squadra di calcio San Donato Tavarnelle simbolo del legame sportivo tra i due comuni gemelli.
Il rito al cimitero monumentale di Fortogna
Nel pomeriggio, alle ore 15, le autorità hanno lasciato la loro testimonianza al cimitero monumentale di Fortogna. Le corone dei comuni di Longarone, Erto e Casso e Vajont sono state deposte in segno di ricordo, seguite da una commemorazione civile e dalla messa di suffragio. L’evento ha riunito familiari, istituzioni e cittadini, sottolineando che la memoria non è soltanto un esercizio intellettuale, ma un impegno morale verso le generazioni future.
Una maglia per il Vajont: lo sport come veicolo di memoria
Il progetto “Una maglia per il Vajont”, ideato dagli alunni del Comprensivo di Longarone, ha raccolto più di settanta magliette sportive con il numero 63, anno della tragedia. Il gesto nasce da un’idea dei giovani, che hanno scelto il calcio per raccontare la solidarietà e la resilienza del territorio. L’iniziativa si ispira alla partita di Coppa dei Campioni fra Real Madrid e Glasgow Rangers giocata nello stadio Santiago Bernabéu proprio mentre le acque del Vajont travolgevano la valle.
Durante la presentazione al centro culturale, gli studenti hanno mostrato un documentario realizzato da loro stessi, suscitando una profonda commozione in tutti i presenti, incluso il sindaco Baroncelli, che ha definito quel momento “un’occasione di straordinaria commozione e di riflessione sul valore della memoria condivisa”.
Gemellaggi e amicizie durature
Oltre al legame sportivo, il ricordo è stato celebrato attraverso il gemellaggio fra Longarone e Barberino Tavarnelle, consolidato da decenni di scambio culturale. Le protagoniste di queste relazioni – Giuliana BarbettiGrazia Daddi e Armida Niccolai – hanno raccontato come le visite reciproche, iniziati nel 1964 dalle studentesse della scuola del Morrocco guidate da Anna Cetica e dalla preside Lea Verdi siano diventate una tradizione di sostegno e solidarietà.
Baroncelli ha ribadito che “rispetto, vicinanza e umanità saranno sempre i valori che la nostra amministrazione garantirà a Longarone”. Le parole hanno risuonato tra i presenti, rafforzando un patto di amicizia che supera le ricorrenze annuali e si nutre di un senso civico condiviso.
Riflessioni sul futuro della memoria
Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria collettiva attraverso la partecipazione attiva dei giovani. “Ricordare è un atto di responsabilità”, ha affermato, aggiungendo che la conoscenza dei fatti storici deve tradursi in valori concreti, capaci di generare relazioni durature nel tempo.
La giornata si è conclusa con una veglia serale nella chiesa di Longarone, alle 22.39, simbolo della fine di una notte di lutto e dell’inizio di un futuro costruito sul ricordo condiviso.



