9 Giugno 2026 ☀ 29°

Dieci persone intossicate da spray al peperoncino all’istituto Buonarroti-Fossombroni

Dieci persone lievemente intossicate dopo lo spruzzo e l'abbandono di una bomboletta all'istituto Buonarroti-Fossombroni: autorità e scuola avviano verifiche e provvedimenti

Dieci persone intossicate da spray al peperoncino all’istituto Buonarroti-Fossombroni

Questa mattina l’istituto Buonarroti-Fossombroni di Arezzo è stato teatro di un nuovo episodio legato all’uso di uno spray al peperoncino all’interno dei locali scolastici. Il fatto ha provocato il coinvolgimento di dieci persone che hanno riportato lievi intossicazioni e sono state assistite dal personale del 118. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e due ambulanze, in un’operazione che ha visto la scuola evacuata temporaneamente per consentire i soccorsi e le verifiche.

Secondo le prime ricostruzioni la bomboletta utilizzata sarebbe stata spruzzata all’interno dell’edificio e poi abbandonata vicino a un aeratore, dove poi è stata rinvenuta. Le autorità hanno indicato che l’autore sarebbe stato individuato e che le indagini sono in corso per chiarire dinamica, motivazioni e responsabilità. L’episodio avviene a distanza di pochi giorni da un precedente caso nella stessa scuola, e le autorità locali hanno già programmato ulteriori confronti istituzionali.

I soccorsi e la situazione sanitaria

Gli operatori del 118 hanno prestato assistenza immediata alle persone colpite, che manifestavano irritazioni agli occhi e alle vie respiratorie, sintomi tipici di un’esposizione a spray urticante. Tra i casi più seri figurano un adulto e alcuni studenti; due persone sono state trasferite in ospedale per accertamenti. Le cure fornite sul posto hanno permesso una rapida stabilizzazione, mentre gli altri interessati hanno ricevuto assistenza e sono stati dimessi dopo le verifiche mediche. L’intervento tempestivo delle squadre ha limitato conseguenze più gravi, ma il disagio e la paura tra gli studenti sono stati evidenti.

Modalità dell’intervento e riscontri sul posto

All’interno dell’edificio i vigili del fuoco hanno effettuato sopralluoghi mirati per escludere il rischio di ulteriori contaminazioni e per localizzare la bomboletta, rinvenuta nei pressi di un sistema di ventilazione. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti tecnici per stabilire la composizione della sostanza e la dinamica dell’evento. Il ritrovamento della bomboletta in un aeratore ha sollevato preoccupazioni sull’eventuale diffusione del prodotto attraverso i sistemi di ricambio d’aria, un elemento che ha reso necessario l’intervento specialistico per misurazioni e pulizia delle aree interessate.

Indagini, possibili emulazioni e responsabilità

Le autorità hanno riferito che il presunto autore dell’atto è stato individuato e che la pista investigativa prende in considerazione anche la possibilità di emulazione rispetto al precedente episodio verificatosi alcuni giorni prima nella stessa scuola. Gli inquirenti stanno quindi valutando non solo la responsabilità individuale ma anche eventuali complicità o fattori che abbiano favorito la ripetizione dell’azione in tempi ravvicinati. Gli accertamenti mirano inoltre a chiarire se vi siano stati comportamenti preventivamente segnalati o negligenze nella sorveglianza degli spazi comuni.

Aspetti giuridici e qualificazione del reato

La dirigente scolastica ha sottolineato come l’episodio configuri non solo un atto illecito ma anche un’interferenza con il servizio pubblico: si parla infatti di interruzione di pubblico servizio per la sospensione delle attività didattiche necessaria alle operazioni di soccorso e bonifica. Le autorità competenti valuteranno la posizione dell’indagato alla luce di questa qualificazione, inserendo l’evento nel quadro normativo che tutela la continuità delle prestazioni educative e la sicurezza di studenti e personale.

La reazione della scuola e le misure annunciate

La dirigente scolastica, Clara Tortorelli, ha definito la scuola «vittima» dell’episodio e ha assicurato che l’istituto adotterà provvedimenti decisi per tutelare studenti e personale. Tra le azioni anticipate vi sono misure disciplinari interne e un potenziamento delle procedure di controllo degli accessi e degli spazi comuni. La dirigente ha ribadito la necessità di intervenire con fermezza per scoraggiare imitazioni e per ristabilire un clima di sicurezza, richiamando l’attenzione sull’impatto che gesti del genere hanno sulla comunità scolastica.

Prossimi passi istituzionali e confronto prefettizio

Per approfondire il fenomeno e coordinare risposte tra istituzioni, il prefetto di Arezzo, Clemente Di Nuzzo, ha convocato una riunione prevista per il 27 maggio, che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle forze dell’ordine, della scuola e degli enti locali. L’incontro servirà a valutare eventuali misure condivise per prevenire simili episodi in altri istituti e per definire un protocollo operativo che consenta interventi rapidi e coordinati. Nel frattempo le indagini proseguono per chiudere il quadro fattuale e per consentire l’adozione dei provvedimenti necessari.

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