9 Giugno 2026 ☀ 29°

Giornata della legalità a Pisa: testimonianze, scuole e il monologo di Massimo Caponnetto

A Pisa tre classi dell'istituto Da Vinci-Fascetti, autorità locali e la testimonianza di Massimo Caponnetto hanno animato il 27 maggio una giornata dedicata alla memoria, alla giustizia e all'impegno civile, culminata nel monologo Amuninni a palazzo Gambacorti

Giornata della legalità a Pisa: testimonianze, scuole e il monologo di Massimo Caponnetto

Il Comune di Pisa ha dedicato la giornata del 27 maggio 2026 alla memoria della strage di Capaci, trasformando la ricorrenza in un’occasione educativa rivolta soprattutto alle nuove generazioni. L’appuntamento è iniziato in piazza Martiri della Libertà, davanti all’Edicola della Legalità, lo spazio inaugurato nel 2026 per promuovere la cultura della legalità e l’educazione civica. Tre classi seconde dell’istituto superiore “Da Vinci-Fascetti” hanno preso parte all’incontro, insieme a rappresentanti delle autorità civili e militari, in un clima di riflessione collettiva sul senso della memoria e sulla responsabilità civile.

Un mattino di testimonianze e confronto

La mattinata è stata caratterizzata da interventi istituzionali e dal dialogo diretto con gli studenti: sono intervenuti l’assessore alla legalità Giovanna Bonanno, il presidente della sottosezione distrettuale di Pisa dell’Associazione Nazionale Magistrati Fabio Pelosi e la presidente dell’associazione Nicola Ciardelli ODV Federica Ciardelli. Al centro dell’incontro la testimonianza di Massimo Caponnetto, figlio del magistrato Antonino Caponnetto, figura chiave del pool antimafia. Il suo intervento ha offerto ai ragazzi racconti personali e chiavi di lettura per comprendere il valore della memoria storica nella lotta contro la criminalità organizzata.

Rivolgersi ai giovani come scelta strategica

L’assessore Bonanno ha ribadito che l’obiettivo della giornata era mettere i giovani «al centro di un percorso di riflessione e condivisione sui temi della memoria, della giustizia e della legalità». L’approccio scelto ha combinato testimonianze dirette con momenti di confronto per permettere agli studenti di avvicinarsi non solo ai fatti storici ma anche agli aspetti umani delle vicende raccontate. L’intento è chiaro: trasformare concetti come legalità e impegno civile in comportamenti concreti e responsabilità quotidiane.

Il pomeriggio a Palazzo Gambacorti: teatro e riflessione

Nel pomeriggio le iniziative si sono spostate nella Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, dove è andato in scena il monologo “Amuninni. Storia di amore e mafia“, scritto e diretto da Massimo Caponnetto e tratto dal libro “C’è stato forse un tempo”. Lo spettacolo, ad ingresso libero, ha intrecciato ricordi personali — in particolare la storia d’amore tra Antonino “Nino” Caponnetto e Bettina Baldi — con la rete di rapporti che legava magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questo passaggio dal racconto intimo alla storia pubblica ha offerto al pubblico una chiave narrativa per comprendere il prezzo umano della lotta alla mafia.

Memoria personale e storia collettiva

Il monologo ha cercato di illuminare come le vicende individuali si inscrivano in un più ampio tessuto sociale e istituzionale: mostrare il volto umano dei protagonisti significa rendere più accessibili ai cittadini e, in particolare, ai giovani, concetti spesso astratti come giustizia e responsabilità civile. La scelta di uno spettacolo teatrale come strumento di comunicazione sottolinea l’importanza di usare linguaggi diversi per raggiungere pubblici eterogenei.

Le istituzioni presenti e il valore della partecipazione

All’appuntamento pomeridiano hanno preso parte numerose autorità locali: il sindaco Michele Conti, il prefetto Maria Luisa D’Alessandro, la presidente del Tribunale di Pisa Beatrice Dani, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pisa Teresa Angela Camelio, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Pisa Paolo Oliva e la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa Eleonora Sirsi. La loro presenza ha confermato il carattere istituzionale della ricorrenza e l’importanza di un dialogo concreto tra mondo della giustizia, istituzioni locali e comunità educativa.

Nel complesso, la giornata organizzata dal Comune di Pisa ha voluto consolidare l’idea che la memoria non sia una pratica passiva, ma un invito all’azione: attraverso incontri pubblici, testimonianze dirette e momenti culturali come il monologo, si è cercato di stimolare una partecipazione attiva dei cittadini e delle nuove generazioni alla costruzione di una società più giusta e rispettosa delle regole. L’appuntamento ha così unito scuola, istituzioni e società civile in un percorso condiviso verso la cultura della legalità.

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