Il 22 maggio, durante un controllo in un cantiere a Scandicci, tre ispettori del lavoro dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Firenze sono stati aggrediti mentre verificavano la presenza di personale impiegato in nero. I funzionari hanno subito strattoni e colpi che hanno determinato traumi con prognosi fino a cinque giorni, secondo quanto riferito dalla FP Cgil. L’episodio riporta in primo piano le difficoltà operative degli organi di controllo e il rischio a cui sono esposti gli addetti alle ispezioni sul territorio.
La scoperta di lavoratori non dichiarati nel cantiere ha innescato la reazione violenta: un fatto che, per il sindacato, non è isolato ma parte di un quadro più ampio. La FP Cgil Toscana denuncia anche la mancanza di parole di solidarietà da parte dei vertici istituzionali, e segnala come la carenza di personale renda gli ispettori sempre più isolati nello svolgimento del loro compito costituzionale. I numeri regionali, richiamati dalla sigla sindacale, mostrano un livello elevato di irregolarità nelle imprese controllate.
Le reazioni sindacali e le richieste
La risposta della FP Cgil è stata netta: serve un cambio di passo su organico, tutele e coordinamento dei controlli. I rappresentanti denunciano che quando gli ispettori svolgono il proprio lavoro vengono percepiti come nemici, invece che come garanti della legalità. La richiesta principale è il potenziamento dell’organico dell’Ispettorato e misure concrete per la sicurezza del personale, affinché le ispezioni possano essere svolte con continuità su tutto il territorio.
Cosa dicono i rappresentanti
Secondo esponenti della sigla regionale come Micaela Cappellini, Giovanni Golino e Mirella Dato, l’attività di controllo nasce da un mandato costituzionale e da obblighi internazionali: l’ispezione del lavoro è considerata dall’ILO un elemento essenziale per l’effettività dei diritti. Ogni episodio di violenza, osservano, equivale a un’aggressione allo Stato: per questo servono più risorse umane e una risposta politica chiara e pubblica che esprima solidarietà verso il personale aggredito.
Il quadro dell’irregolarità in Toscana
La FP Cgil richiama dati secondo cui il 65,5% delle imprese controllate in Toscana è risultato irregolare: oltre sei su dieci non rispetterebbero norme sul lavoro. Questa diffusione di irregolarità concerne diversi settori produttivi e rende necessaria un’azione ispettiva strutturale e continuativa. Il sindacato avverte che, senza potenziamento degli organici e migliore coordinamento, la capacità di contrastare il lavoro nero e le violazioni resterebbe insufficiente.
Conseguenze per il mercato del lavoro
Il fenomeno dell’irregolarità ha ricadute dirette sulla sicurezza dei lavoratori e sulla concorrenza tra imprese: chi rispetta le regole si trova in svantaggio rispetto a chi impiega personale in nero. La presenza di controlli più efficaci e protetti è quindi vista come strumento per garantire parità di condizioni alle aziende corrette e maggiori diritti ai lavoratori, oltre a contrastare pratiche che espongono a pericoli fisici e normativi chi opera nei cantieri e nei luoghi di produzione.
Proposte operative e tutela del personale
Fra le proposte avanzate dalla FP Cgil Toscana emergono alcune misure concrete: aumento degli organici dell’Ispettorato, formazione specifica per la gestione di situazioni a rischio, maggiore coordinamento tra gli enti di controllo e protocolli di sicurezza per le ispezioni. Viene inoltre richiesto un segnale pubblico di solidarietà da parte del Governo e dei vertici dell’Ispettorato per ribadire la funzione di presidio della legalità che il servizio ispettivo svolge.



