Il Festival dei Popoli di Firenze si prepara a celebrare un anniversario significativo: i 50 anni del punk. Dal 31 ottobre all’8 novembre 2026 la 67ª edizione del festival internazionale di cinema documentario renderà omaggio a Lech Kowalski il regista che ha immortalato l’ascesa e il declino del movimento punk con la sua celebre trilogia.
Kowalski, nato a Londra nel 1951 da genitori polacchi, si è trasferito negli anni ’70 a New York dove ha frequentato la School of Visual Arts come allievo di Vito Acconci. La sua carriera è iniziata con un film andato perduto, Sex Stars del 1977, per poi dedicarsi al punk con un approccio unico e immersivo.
La trilogia punk di Lech Kowalski
Il cuore dell’omaggio sarà la celebre trilogia di Kowalski dedicata ad alcune delle figure più emblematiche del punk. La retrospettiva includerà D.O.A. – A Rite of Passage (1981), Born to Lose – The Last Rock’n’Roll Movie (1999) e Hey Is Dee Dee Home? (2002), insieme al film autobiografico East of Paradise (2005).
D.O.A. – A Rite of Passage
D.O.A. – A Rite of Passage segue i Sex Pistols durante il loro ultimo tour statunitense nel 1978, catturando il momento esatto in cui il sogno punk sembra avviarsi verso l’autodistruzione. Tra concerti incendiari e immagini entrate nella leggenda, il film conserva anche una delle testimonianze più celebri dedicate a Sid Vicious e Nancy Spungen.
Born to Lose – The Last Rock’n’Roll Movie
Realizzato nell’arco di un decennio, Born to Lose – The Last Rock’n’Roll Movie è un monumentale ritratto di Johnny Thunders leader dei New York Dolls e degli Heartbreakers. Il film, costruito attraverso oltre 400 ore di materiale, riflette sul mito, sulla fragilità e sull’inesorabile erosione del tempo.
Hey Is Dee Dee Home?
Hey Is Dee Dee Home? è dedicato a Dee Dee Ramone bassista dei Ramones. Attraverso il racconto diretto del musicista, il documentario restituisce il ritratto di una figura fondamentale e sfuggente nella storia del punk, sospesa continuamente tra autoironia, tragedia e desiderio di fuga.
East of Paradise: il racconto di una vita
Accanto alla trilogia musicale, il festival proporrà anche East of Paradise considerato uno dei lavori più personali e importanti del regista. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2005 il documentario intreccia la storia della madre di Kowalski, deportata in Unione Sovietica durante la guerra, con quella dello stesso autore. Ne emerge un’opera autobiografica che permette di comprendere le radici del suo cinema e delle tematiche che attraversano tutta la sua filmografia.
Il Festival dei Popoli non celebra soltanto la storia del punk, ma anche la capacità del documentario di trasformarsi in testimonianza diretta di un’epoca. Un viaggio che parte dalla New York e dalla Londra degli anni Settanta e arriva fino ai nostri giorni, conservando intatta l’urgenza e la forza di uno sguardo che non ha mai smesso di interrogare il presente.



