Dopo un mese e mezzo di inattività forzata, la Limonaia di Villa Strozzi è pronta a riaprire i battenti. La decisione del Tar della Toscana che ha accolto l’istanza cautelare presentata dall’Associazione culturale La Limonaia ha ribaltato il provvedimento del Comune di Firenze che aveva disposto la chiusura della struttura entro il 15 luglio. Questo provvedimento temporaneo consente alla storica sede culturale di riprendere le proprie attività in attesa dell’udienza fissata per il 4 settembre.
La vicenda che ha portato alla chiusura
A metà giugno, l’associazione aveva annunciato la sospensione dell’intera stagione estiva a causa del mancato rinnovo della convenzione con Palazzo Vecchio. La decisione era arrivata nel bel mezzo della programmazione, con oltre cento eventi già organizzati e decine di lavoratori coinvolti. Questo ha scatenato un duro confronto tra i gestori della struttura e l’amministrazione comunale.
Il confronto in consiglio comunale
Il caso è stato affrontato anche in consiglio comunale, con un question time presentato dalla capogruppo di Firenze Democratica Cecilia Del Re. L’esponente dell’opposizione ha chiesto chiarimenti sulle ragioni che hanno portato allo stop delle attività e sui tempi con cui si è arrivati alla scadenza della convenzione. L’assessore alla cultura, Giovanni Bettarini, ha respinto l’idea che il Comune abbia agito all’ultimo momento, spiegando che le interlocuzioni con l’associazione andavano avanti da tempo, soprattutto sulla questione delle utenze.
Le motivazioni del Comune e la risposta dell’associazione
Tra gli ostacoli indicati da Palazzo Vecchio c’è una posizione debitoria dell’associazione nei confronti del Comune, quantificata in oltre 135 mila euro tra utenze, Tari e altri oneri contributivi. Secondo l’amministrazione, questo elemento avrebbe impedito il rinnovo della convenzione. Tuttavia, l’associazione ha sempre ribadito di non essersi mai sottratta al pagamento delle somme eventualmente dovute, ma ha chiesto una documentazione dettagliata e verificabile.
“Non abbiamo mai detto di non voler pagare – precisa Vincenzo Iannone, presidente dell’associazione – ma vogliamo sapere esattamente quali somme siano dovute e sulla base di quali documenti.”
Le conseguenze della chiusura e la riapertura
I 45 giorni di chiusura hanno comportato pesanti ripercussioni economiche e organizzative. “Avevamo investito per aprire la stagione, montato le strutture, programmato gli eventi e dato rassicurazioni ai lavoratori. Da un giorno all’altro tutto si è fermato”, ha commentato Iannone. Lo stop ha provocato cancellazioni, rinvii e trasferimenti di concerti, spettacoli e iniziative culturali, mentre alcuni contratti stagionali non hanno potuto essere rinnovati a causa dell’incertezza sulla prosecuzione dell’attività.
Ora l’obiettivo è recuperare il maggior numero possibile di appuntamenti e richiamare al lavoro quante più persone possibile. La sospensiva del Tar consente alla Limonaia di riaprire e di provare a salvare almeno una parte della stagione estiva, mentre il confronto tra Comune e associazione proseguirà nelle prossime settimane in attesa del pronunciamento nel merito della vicenda.
Sulla decisione del Tar è intervenuta anche Firenze Democratica. “Una bella notizia – affermano gli esponenti del gruppo -. Dopo aver portato il caso in consiglio comunale, il Tar ha riconosciuto un comportamento non corretto dell’amministrazione, consentendo alla Limonaia di continuare l’attività almeno fino al 4 settembre. È una vittoria davanti al tribunale amministrativo, ma anche una sconfitta per la politica, perché ancora una volta è un giudice a dover tutelare un’associazione culturale e i suoi lavoratori.”



