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Loro Piana investe 23 milioni per un polo a Barberino Tavarnelle

Loro Piana scommette sul Chianti con un polo da 18 000 m² e 23 milioni di euro

Loro Piana investe 23 milioni per un polo a Barberino Tavarnelle

Loro Piana, maison italiana di lusso e parte del gruppo LVMH dal 2013, ha annunciato l’avvio di un nuovo polo produttivo dedicato alla pelletteria nel cuore del Chianti fiorentino. L’iniziativa, comunicata a fine luglio, prevede l’apertura entro la prima metà del 2027 e rappresenta un significativo investimento di circa 23 milioni di euro su una superficie di circa 18 000 metri quadrati. Il sito scelto è la zona industriale della Sambuca, a Barberino Tavarnelle, già adoperata da Furla fino a poco tempo fa.

Fondata nel 1924 a Quarona, Loro Piana è divenuta sinonimo di cashmerevicuña e lane pregiate. Negli ultimi anni, sotto la guida di LVMH, la maison ha intensificato la sua presenza nel segmento delle pelletterie di alta gamma puntando a consolidare l’intera catena produttiva sul suolo italiano. Quest’ultimo investimento si pone quindi come naturale evoluzione di una strategia volta a “portare la produzione al cuore della materia prima”, affinché il controllo qualitativo sia esercitato direttamente nei laboratori più vicini alle forniture di pelli toscane.

Il polo produttivo nella Sambuca: struttura e destinazione d’uso

Il nuovo complesso comprende tre edifici destinati a uffici, laboratori e logistica, completati nel 2021 per conto di Furla. Loro Piana non costruirà da zero, ma provvederà a riadattare gli spazi per ospitare la produzione di borse e accessori in pelle. La scelta di trasferire la lavorazione attualmente svolta a Tavarnuzze, nel comune di Impruneta, e il magazzino emiliano-romagnolo, consentirà di accorciare le distanze tra fase produttiva, controllo qualità e distribuzione.

Dettagli dell’investimento e impatto ambientale

L’investimento, stimato intorno ai 23 milioni, sarà destinato non solo all’ammodernamento dei laboratori, ma anche all’integrazione armoniosa dell’impianto nel paesaggio collinare del Chianti. Le autorità locali hanno sottolineato la necessità di mantenere l’equilibrio tra industria e territorio un tema ricorrente nella zona dove produzione e natura coesistono da decenni.

Ripercussioni sulla filiera toscana e prospettive occupazionali

Il trasferimento delle attività a Barberino Tavarnelle si inserisce in un contesto difficile per il distretto toscano della pelle, colpito da un calo degli ordini dalla fine del 2023. L’arrivo di un marchio di tale prestigio è interpretato come un segnale di fiducia verso la manifattura locale, a dimostrazione che grandi gruppi internazionali continuano a considerare il Made in Italy una risorsa strategica. Parallelamente, l’espansione di Richemont a Scandicci è stata vista come un ulteriore indizio di interesse per la regione.

Il Comune di Barberino Tavarnelle ha garantito un monitoraggio costante del progetto, soprattutto per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro. Al momento Loro Piana non ha divulgato il numero esatto di assunzioni, ma le figure ricercate dovrebbero includere artigiani della pelle, tecnici di assemblaggio, controllori di qualità e personale logistico. Chi è interessato può consultare la sezione “carriere” del sito ufficiale della maison, dove sono già pubblicati alcuni annunci legati all’attività di Impruneta.

Rimane aperta la questione del futuro della sede di Tavarnuzze, ora destinata al trasferimento. Le autorità locali e gli operatori di settore attendono ulteriori indicazioni da Loro Piana per capire se l’edificio verrà riconvertito o ceduto ad altre realtà. In ogni caso, il nuovo polo di Sambuca rappresenta una sfida e un’opportunità per la Val di Pesa e per l’intero distretto della pelletteria italiana, che spera di convertire l’investimento in stabilità occupazionale e crescita duratura.

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