30 Settembre 2026 ☀ 16°

Nuoto epico nello Stretto: la traversata dei tre grevigiani

Tre grevigiani hanno nuotato lo Stretto di Messina, vivendo un'emozione collettiva tra paura, determinazione e la magia del mare.

Nuoto epico nello Stretto: la traversata dei tre grevigiani

Il 6 settembre scorso, tre residenti di Greve in Chianti hanno compiuto una delle imprese più suggestive del nuoto in acque libere: hanno attraversato a nuoto lo Stretto di Messina coprendo circa 3,5 km di acque profonde e cobalto. L’impresa, nata da un’idea spontanea, si è trasformata in un’avventura condivisa, accompagnata da una squadra di supporto composta da trenta barchette.

Idea improvvisa e preparazione a Greve in Chianti

Tiziana Monti 56 anni, racconta che l’ispirazione è sorta in modo del tutto inatteso dopo aver assistito a una manifestazione di sport acquatici a Baratti. Decisa a non lasciarsi sfuggire l’occasione, ha iniziato a raccogliere informazioni sulla traversata dello Stretto. Alcuni mesi di studio e allenamenti specifici hanno permesso di trasformare un sogno incerto in un progetto concreto, pronto a essere presentato al resto della famiglia.

Il ruolo di Niccolò e di Michele nella costituzione del team

Il figlio di Tiziana, Niccolò Baiocchi 25 anni, ha subito espresso il desiderio di partecipare, rendendo la sfida ancora più personale. Il padre della ragazza di Niccolò, Michele Bibi 60 anni, triatleta da tre decenni, ha accolto l’invito e si è aggiunto al gruppo. La dinamica familiare ha donato all’impresa un valore emotivo: «È stata un’emozione fino alle lacrime, farla con mio figlio ancora di più», ha dichiarato Tiziana dopo aver concluso la traversata.

La traversata: 3,5 km di sfida nell’azzurro dello Stretto

Al momento della partenza, le acque dello Stretto mostrano una tonalità di blu cobalto quasi ipnotica. Michele, abituato alle gare di triathlon in mare aperto, ha avvertito subito la differenza: «Più una sfida personale che una competizione. Senza l’obbligo del tempo, l’esperienza diventa davvero unica».
Il percorso è stato calibrato su circa 600 metri di profondità, dove il contatto con il fondale ha accentuato la sensazione di isolamento e al contempo di connessione con l’ambiente marino. Dopo ore di allenamento, la squadra è riuscita a mantenere un ritmo costante, con Tiziana che ha superato la sua paura iniziale di entrare in acqua e ha definito il tratto “magico”.

Il supporto dal mare: barchette, guardie e delfini

Il giro di sorveglianza è stato organizzato da trenta barchette, ognuna affiancata a un nuotatore, garantendo sicurezza e tracciamento continuo. Francesca Bencistà moglie di Michele, ha osservato l’intera operazione dal pennello di una delle imbarcazioni. «Era uno spettacolo emozionante; abbiamo visto anche dei delfini giocare accanto alle barche», ha riferito, sottolineando la presenza di animali marini come segnale di buona sorte. Il coordinamento tra nuotatori e barcaioli ha dimostrato l’importanza del lavoro di squadra in situazioni di nuoto in acque libere.

Riflessioni e futuro dopo la traversata

Al termine dell’impresa, i protagonisti hanno espresso una profonda soddisfazione. Tiziana ha dichiarato che, nonostante l’allenamento più intenso di quest’anno, “un’avventura così epica è difficile da replicare”. Michele ha definito la traversata come “un coronamento della sua carriera di triatleta” e ha già iniziato a pensare a nuove sfide acquatiche. Il racconto di questa impresa, nato da un’idea improvvisa, si è trasformato in un simbolo di coraggio condiviso, pronto a ispirare altre realtà locali.

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