La RsU di Alia ha presentato oggi una richiesta formale di dimissioni nei confronti della Direzione Produzione Servizi di Plures Alia collegando la decisione ai disagi registrati nelle settimane successive alla riorganizzazione del servizio di raccolta. La lettera, indirizzata al presidente, all’amministratore delegato di Plures Alia e ad Ato Toscana sintetizza un quadro di tensione tra rappresentanza sindacale e dirigenza, con ricadute sulla cittadinanza e sul personale operativo.
Motivazioni dettagliate nella lettera della RsU
Nella comunicazione inviata oggi l’RsU elenca i motivi che hanno portato alla richiesta di dimissioni: un «netto e progressivo peggioramento delle condizioni lavorative», pressioni costanti sui dipendenti, e «la totale indifferenza, la superficialità e l’atteggiamento della Direzione» nel rispondere alle segnalazioni. La RsU denuncia inoltre il mancato rispetto degli accordi firmati l’inadempimento nell’applicazione del contratto collettivo nazionale e la non osservanza delle normative in materia di salute e sicurezza.
Nel testo si sottolinea che, nonostante i «ripetuti tentativi di confronto» e la «buona volontà e disponibilità di tutti i dipendenti», per l’organismo sindacale «non ci sono più i presupposti per andare avanti con questo modello di relazioni sindacali e di organizzazione del lavoro». La RsU definisce la situazione insostenibile anche per l’immagine pubblica, lamentando di dover comparire «costantemente sulle pagine dei giornali e sui social per manifesta incompetenza dello staff dirigenziale».
Stato di agitazione e richieste aperte
La lettera ricorda che l’RsU aveva aperto uno stato di agitazione datato 6 marzo 2026 ma segnala di non aver ricevuto risposte su temi ritenuti critici. L’assenza di riscontri concreti alle istanze presentate viene indicata come una delle ragioni principali che hanno spinto la rappresentanza a chiedere le dimissioni della Direzione Produzione Servizi di Plures Alia.
Reazioni politiche e di cittadinanza: la presa di posizione di Leonardo Masi
Alla vicenda ha preso posizione anche Leonardo Masi di Buongiorno Empoli che ha espresso dubbi sulle cause dei problemi emersi dopo la riorganizzazione. Masi si chiede se si tratti di «Colpa, dolo o entrambi?», rimettendo in discussione se i disservizi siano dovuti esclusivamente a incompetenza dirigenziale o se vi siano altre responsabilità.
Nel suo commento Masi ricorda che sono trascorsi 25 giorni dalla riorganizzazione del servizio e che, nonostante questo, persistono «problemi così evidenti e strutturali». A supporto della sua critica sottolinea lo sforzo crescente richiesto alle lavoratrici e ai lavoratori, accusati di essere trattati «come macchine», e definisce «sacrosante» le dimissioni richieste dall’RsU.
Invito a sperimentare il lavoro sul campo
Masi lancia anche un monito diretto alla dirigenza: «Invece di mandare operatori e operatrici a raccogliere ciò che continua a rimanere per strada in barba agli accordi sul caldo e al contratto collettivo nazionale, andateci voi. Magari, per una volta, capireste davvero cosa significa gestire un servizio pubblico». Questa provocazione mette in evidenza il tema delle condizioni operative in cui il personale è chiamato a lavorare dopo la riorganizzazione.
Il dibattito sul modello di raccolta: porta a porta e cassonetti
Un altro elemento emerso nel dibattito pubblico riguarda il modello di raccolta adottato. Masi segnala che «nella crisi sono sempre di più le voci che chiedono il ritorno ai cassonetti», ma prende le distanze da questa soluzione definendola «una strada sbagliata». Il suo appello è quello di «andare oltre il porta a porta, dove è possibile e sostenibile farlo», senza però compromettere i livelli di raccolta differenziata già raggiunti grazie al servizio domiciliare.
Il confronto aperto tra sindacato, dirigenza e rappresentanti civici lascia sul tavolo questioni pratiche e di responsabilità che richiedono risposte puntuali. Al momento la RsU ha scelto la via formale della richiesta di dimissioni e ha coinvolto, oltre a Plures Alia e alla direzione interessata, anche Ato Toscana nelle comunicazioni, segnalando l’intenzione di proseguire l’azione sindacale fino a ottenere riscontri.
La situazione resta monitorata a Empoli, con la comunità e i lavoratori in attesa di sviluppi. Le parti coinvolte hanno ora davanti a sé la necessità di chiarire le responsabilità e di trovare soluzioni che ripristino condizioni di lavoro dignitose e un servizio regolare per i cittadini.



