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Riforma autovelox: 69 dispositivi spenti in Toscana, Firenze mantiene i controlli

La riforma voluta dal ministro Matteo Salvini ha portato alla disattivazione di 69 autovelox in Toscana, ma Firenze continua a monitorare la velocità con i suoi dispositivi omologati.

Riforma autovelox: 69 dispositivi spenti in Toscana, Firenze mantiene i controlli

La recente riforma sull’omologazione degli autovelox ha portato a un significativo cambiamento nel panorama dei controlli stradali in Toscana. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, 69 dispositivi sono stati spenti, mentre altri 232 sono stati omologati e possono continuare a funzionare. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha aggiornato il censimento nazionale, evidenziando come la regione conti attualmente 301 dispositivi installati.

La situazione a Firenze

Nel capoluogo toscano, la rete di controlli non ha subito interruzioni grazie al sistema già adottato da Palazzo Vecchio. Gli apparecchi non conformi sono stati progressivamente rimossi, mentre quelli omologati vengono fatti ruotare tra le diverse postazioni cittadine. Firenze conta 21 postazioni autorizzate, distribuite in 31 punti di rilevazione lungo le principali arterie di ingresso e uscita dalla città.

Le postazioni principali

Le postazioni degli autovelox interessano punti strategici come il Viadotto dell’Indiano, viale XI Agosto, viale Guidoni, via Sestese, viale Etruria, viale Matteotti, viale Gramsci, viale Petrarca, viale Galilei, via Senese, lungarno Aldo Moro, via Carlo Alberto dalla Chiesa, via del Gignoro, viale Lavagnini e l’asse via Marco Polo-via Agnelli. Questi punti sono stati individuati dalla Prefettura sulla base delle caratteristiche della viabilità e dei livelli di incidentalità.

Le critiche dell’assessore Giorgio

L’assessore comunale alla mobilità Andrea Giorgio ha criticato la gestione del Governo riguardo alla riforma. “La grottesca battaglia del ministro Salvini credo che faccia male a tutti” ha dichiarato durante il consiglio comunale. Giorgio ha ricordato che circa il 90% delle sanzioni elevate dagli autovelox fiorentini riguarda automobilisti non residenti e ha ribadito come le risorse derivanti dalle multe siano destinate a investimenti sulla sicurezza stradale, sulla manutenzione delle infrastrutture, sulla segnaletica, sul trasporto pubblico e sui sistemi tecnologici della Polizia Municipale.

Intanto, anche nel 2026, Firenze si è confermata il comune italiano con i maggiori proventi derivanti dagli autovelox. Secondo l’elaborazione di sui rendiconti comunali, Firenze ha incassato 19,7 milioni di euro grazie ai dispositivi di rilevazione della velocità, davanti a Bologna (9,2 milioni), Milano (6,9 milioni), Padova (5,7 milioni) e Genova (4,8 milioni).

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