Il porto di Marina di Carrara ha visto l’arrivo di un’altra nave carica di speranza. La Open Arms ha attraccato alla banchina Buscaiol il 6 giugno 2026, portando con sé 58 migranti, tra cui 24 minori non accompagnati. Questo sbarco, il ventiduesimo nello scalo apuano e il secondo del 2026, conferma ancora una volta il ruolo cruciale di Marina di Carrara nel sistema di accoglienza italiano.
Le operazioni di sbarco e prima accoglienza si sono concluse attorno alle 2 di notte, con i migranti trasferiti al vicino complesso fieristico di Imm-CarraraFiere per le visite mediche e il riconoscimento. Dopo aver ricevuto un pasto, sono stati accompagnati verso i diversi centri di accoglienza individuati dalla Prefettura di Massa-Carrara.
Un viaggio pericoloso verso un nuovo inizio
I migranti, provenienti da SudanEritreaEgittoBangladesh e Somaliaerano partiti da Al-Khumsin Libia, a bordo di un’imbarcazione in vetroresina sovraccarica e senza giubbotti di salvataggio. La Open Arms li ha soccorsi nel Mediterraneo centrale, dove erano in mare da più di 24 ore.
Al momento della discesa in banchina, non sono mancati momenti di commozione con l’equipaggio, con lacrime, sorrisi e abbracci che raccontano meglio di tante parole la ricerca di un nuovo inizio per queste persone. La sindaca Serena Arrighila vicesindaca Roberta Crudeli e l’assessore Carlo Orlandi erano presenti per seguire le fasi dello sbarco, insieme all’assessora regionale Alessandra Nardini.
La macchina dell’accoglienza in azione
Con l’arrivo della Open Arms, sale a 2443 il numero di migranti sbarcati a Marina di Carrara dal primo attracco avvenuto nel gennaio 2026. Per la Open Arms, quello di sabato è stato il terzo sbarco, dopo quelli del 22 agosto 2026 e del 4 ottobre 2026.
La Prefettura di Massa-Carrara ha coordinato le operazioni, con una numerosa presenza di forze dell’ordine, volontari, supporto sanitario e personale del porto. Il Prefetto Gaetano Cupello ha dichiarato: “Qualche caso di scabbia – aggiunge il prefetto – ma la situazione nel complesso è buona.”
Dopo i primi controlli a bordo, i migranti sono stati trasferiti a piccoli gruppi nel padiglione C di Imm-CarraraFiere per sottoporsi a ulteriori visite mediche e per le procedure d’identificazione. “La macchina dell’accoglienza si dimostra sempre pronta – commenta la sindaca Arrighi – ma non è giusto costringere queste persone a viaggiare con queste lunghe distanze.”
L’assessora regionale Alessandra Nardini ha ringraziato l’amministrazione di Carrara per l’ennesima dimostrazione di solidarietà, sottolineando che “La Toscana è terra accogliente e solidale e non vogliamo i cpr come modello di accoglienza.”
I numeri dell’accoglienza a Marina di Carrara
Il picco di arrivi nel porto apuano si è registrato nel 2026 con 9 attracchi e 1101 persone sbarcate. Nel 2026 gli attracchi furono invece 5 con 708 migranti. Nel 2026 il numero di navi giunte fino a Marina di Carrara è cresciuto, sei, mentre è calato quello delle persone sbarcate, 460.
La Open Arms ha pubblicato sul proprio profilo social: “Ieri abbiamo salvato 58 persone in pericolo nelle acque del Mediterraneo centrale, nella nostra Missione 126. Tra queste, 24 minori che viaggiavano da soli. Erano salpati da Al-Khums in Libia e erano in mare da più di 24 ore, a bordo di una nave in fibra sovraccarica, senza giubbotti di salvataggio o strumenti di navigazione. Quando siamo arrivati, abbiamo distribuito giubbotti di salvataggio e messo tutte le persone al sicuro.”
Le condizioni dell’imbarcazione rendevano necessario il trasferimento immediato a bordo dell’Open Arms per garantirne la sicurezza. Ora sono a bordo, ricevendo assistenza e assistenza dal nostro equipaggio.”



