Nel carcere di Prato, la situazione è diventata sempre più preoccupante. Negli ultimi mesi, la polizia penitenziaria ha sequestrato una quantità significativa di droga e smartphone, dimostrando l’efficacia delle loro investigazioni ma anche la gravità del problema all’interno della struttura.
La procura di Prato ha rilasciato una nota in cui si evidenzia come, nonostante gli sforzi, il traffico illegale all’interno del carcere continui a rappresentare una sfida. Le recenti operazioni hanno portato alla luce metodi sempre più sofisticati utilizzati per introdurre sostanze stupefacenti e dispositivi elettronici.
Sequestri recenti e metodi di introduzione
Mercoledì scorso, un detenuto è stato sorpreso a telefonare con uno smartphone nella sezione isolamento del reparto media sicurezza. Durante la perquisizione, è stata trovata anche un’agenda con numerosi recapiti telefonici. Il giorno dopo, nella sesta sezione dello stesso reparto, sono stati rinvenuti 30 grammi di cocaina e 10 grammi di hashish.
Domenica scorsa, è stato intercettato un lancio di un plico dall’esterno del carcere. L’involucro, recuperato vicino all’area passeggi, conteneva 92 grammi di hashish e un mini smartphone privo di scheda SIM. Questo episodio segue il sequestro del 18 luglio, quando sono stati trovati 5 cellulari introdotti con un drone al quale era legata una lenza di circa 20 metri. Il 25 luglio, invece, sono stati sequestrati uno smartphone, un mini smartphone privo di scheda SIM e 1900 grammi di hashish.
La situazione attuale e le statistiche
La procura ha sottolineato che il nuovo rinvenimento dimostra l’efficacia delle investigazioni in corso e, al contempo, la notevole gravità della situazione esistente nella struttura carceraria, che attualmente ospita 634 detenuti. Da, sono stati sequestrati 92 dispositivi telefonici, 3.791 grammi di hashish, 290 grammi di cocaina, 4,61 grammi di eroina, 1,59 grammi di ecstasy e 66 grammi di anfetamine.
“Risultano tuttora attive numerose ulteriori IMEI corrispondenti ad altrettanti apparecchi e ulteriori utenze nella disponibilità di più detenuti. La collaborazione dei detenuti continua a rivelarsi fruttuosa e si auspica possa incrementarsi”, ha dichiarato la procura.
La procura ha ribadito la necessità di un intervento di schermatura sul carcere, la fornitura di disturbatori di frequenza alla struttura pratese, l’intensificarsi dei controlli, la collocazione di un intercettatore di droni funzionante e l’installazione di telecamere che consentano di coprire la visuale su tutto il carcere. Queste misure sono fondamentali per agevolare le attività intercettive e contrastare efficacemente il traffico illegale all’interno del carcere.
La situazione nel carcere di Prato rimane complessa, ma le recenti operazioni dimostrano che le forze dell’ordine sono determinate a combattere il fenomeno. La collaborazione tra le istituzioni e i detenuti sarà cruciale per migliorare la sicurezza all’interno della struttura.



