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Sequestro a Sollicciano: condizioni disumane e trasferimenti dei detenuti

Il carcere di Sollicciano a Firenze è al centro di una grave crisi dopo il sequestro di sette sezioni per condizioni igieniche e di sicurezza inadeguate. Scopri cosa succede ai detenuti e quali sono le soluzioni previste.

Sequestro a Sollicciano: condizioni disumane e trasferimenti dei detenuti

Il carcere di Sollicciano a Firenze è finito sotto i riflettori per una decisione senza precedenti: il tribunale ha disposto il sequestro di sette sezioni del penitenziario a causa di gravi violazioni delle norme sulla sicurezza e igiene. La decisione, presa dal gip su richiesta della Procura di Firenze, riguarda tre sezioni del reparto giudiziario maschile, tre del reparto penale maschile e la sezione Accoglienza.

Le indagini, condotte dalla Squadra mobile, dai tecnici dell’Asl e dalla Guardia di finanza, hanno evidenziato problemi strutturali e igienico-sanitari che violano il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Tra le criticità segnalate ci sono la pulizia dei locali di lavorol’abitabilità dei dormitori e l’impiantistica elettrica. I detenuti ospitati in queste sezioni saranno trasferiti in altre case circondariali.

Le condizioni critiche del carcere di Sollicciano

Il carcere di Sollicciano è noto da anni per il suo stato di degrado strutturale e per il sovraffollamento record, che supera il 170%. Le celle sono afflitte da infiltrazioni d’acqua, assenza di acqua calda e infestazioni di insetti e roditori. I detenuti hanno a disposizione meno di tre metri quadrati di spazio vitale, una condizione che ha portato a sconti di pena per detenzione inumana e degradante.

Il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, ha definito il sequestro coraggioso e inevitabilesottolineando che il carcere è strutturalmente fatiscente e inadatto alla funzione rieducativa della pena. Fanfani ha anche espresso dubbi sulla disponibilità di istituti di recente ristrutturazione in Toscana, dove il sovraffollamento è del 136%.

Le reazioni delle istituzioni e le soluzioni previste

Il ministero della Giustizia, guidato da Carlo Nordio, ha annunciato che anticiperà i lavori di ristrutturazione del carcere. Sono stati già finanziati nove milioni di euro per la riqualificazione dell’istituto, con l’aggiudicazione della progettazione avvenuta il 15 maggio scorso. Il ministero ha anche valutato di anticipare alcuni interventi prioritari per velocizzare i lavori.

Le associazioni e i sindacati hanno accolto positivamente la decisione del tribunale. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ha ricordato che l’associazione aveva chiesto la chiusura del carcere già lo scorso marzo. Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato della Polizia penitenziaria Fsa Cnpp/Spp, ha parlato di un sistema penitenziario nel baratro.

Le prospettive future

Il sequestro delle sette sezioni del carcere di Sollicciano rappresenta un punto di svolta per il sistema penitenziario italiano. Le condizioni disumane e il degrado strutturale del penitenziario hanno portato a una decisione senza precedenti, che potrebbe avere ripercussioni su altre strutture simili in Italia. Le soluzioni previste dal ministero della Giustizia e le reazioni delle istituzioni e delle associazioni indicano una crescente attenzione verso il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti e delle condizioni di lavoro del personale penitenziario.

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